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Il mercato del vino in Cina vale miliardi: opportunità per l’export italiano

Nonostante alcune oscillazioni negli ultimi anni, il settore mantiene dimensioni rilevanti e prospettive interessanti, soprattutto per i vini di fascia medio-alta e premium.

Nel 2024 il valore del consumo di vino nel Paese è stato stimato intorno a 8,5 miliardi di dollari (circa 7,8 miliardi di euro), con circa 2,1 miliardi di litri consumati. Considerando l’intera filiera – produzione locale, importazioni e distribuzione – il comparto può arrivare a circa 20 miliardi di dollari nel 2025.

Il consumo pro capite resta ancora basso rispetto agli standard europei, ma proprio questo rappresenta uno dei principali margini di crescita. L’aumento del reddito e l’influenza dei modelli di consumo occidentali stanno infatti favorendo una maggiore diffusione del vino tra la classe media urbana.

Una parte importante del mercato è coperta dalla produzione domestica, mentre il vino importato occupa soprattutto la fascia premium. Nel 2025 le importazioni hanno superato 1,2 miliardi di euro, con una domanda concentrata sui marchi internazionali più riconoscibili.

In questo contesto cresce anche l’interesse per i vini italiani. Tra le denominazioni che stanno rafforzando la loro presenza figurano Asti Docg e Moscato d’Asti Docg, sostenute dalle attività promozionali del Consorzio dell’Asti. Secondo il direttore Giacomo Pondini, il mercato cinese appare «sempre più ricettivo» verso i prodotti italiani.

Uno dei trend più evidenti è la premiumizzazione dei consumi: i consumatori acquistano meno vino, ma di qualità più elevata, spesso destinato a regali, occasioni sociali o ristorazione di livello.

Per i produttori italiani di vino, la Cina resta quindi un mercato strategico.

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