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Il nuovo accordo fiscale promuove investimenti tra Italia e Cina. di Lorenzo Riccardi, Presidente Camera di Commercio Italiana di Pechino

Tra Italia e Cina vi è un importante novità normativa per l’attrazione degli investimenti che si unisce agli incentivi domestici: il nuovo accordo contro la doppia imposizione entrato in vigore il 1° gennaio 2026.

L’accordo introduce una serie di modifiche favorevoli, volte a migliorare le condizioni per gli investimenti transfrontalieri e a rafforzare la cooperazione economica tra i due Paesi. In particolare, le nuove disposizioni si concentrano sulla riduzione delle ritenute alla fonte e sul miglioramento delle condizioni per gli investimenti bilaterali per gli operatori economici che operano in entrambe le giurisdizioni.

Una delle modifiche più rilevanti riguarda i dividendi; l’accordo prevede una riduzione dal 10% al 5% della ritenuta applicabile ai dividendi distribuiti a un beneficiario che detenga almeno il 25% del capitale.

Questa misura è finalizzata a incentivare investimenti di lungo periodo e a favorire un incremento nelle quote equity promuovendo le relazioni economiche tra Italia e Cina.

L’accordo contro la doppia imposizione introduce inoltre condizioni più favorevoli in materia di interessi. In particolare, la ritenuta sugli interessi corrisposti a istituzioni finanziarie viene ridotta dal 10% all’8% nel caso in cui il finanziamento abbia una durata minima di tre anni e sia destinato a finanziare progetti di investimento. Tale riduzione è volta a facilitare l’accesso al credito e a promuovere operazioni di finanziamento internazionali.

Il nuovo tax treaty prevede anche un’esenzione dalla tassazione per gli interessi derivanti da titoli emessi da enti come Banca d’Italia, Cassa Depositi e Prestiti, Sace e Simest, quando corrisposti a beneficiari effettivi residenti in Cina. Questa misura rende tali strumenti finanziari più attrattivi per gli investitori cinesi.

Un’ulteriore novità riguarda le royalties. La ritenuta applicabile alle royalties relative all’uso o al diritto di utilizzo di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche è ridotta dal 7% al 5%. Tale intervento mira a favorire il trasferimento tecnologico e l’utilizzo transfrontaliero di beni immateriali e strumentali, promuovendo la collaborazione tra imprese dei due Paesi; misura in linea con il piano d’azione siglato durante la visita della Presidente del consiglio Giorgia Meloni in Cina e che promuove cooperazione in ambito di tecnologia e innovazione, oltre a commercio, finanza, sanità e green.

Parallelamente, dal lato cinese, ulteriori incentivi fiscali contribuiscono a rafforzare il quadro complessivo di attrazione degli investimenti esteri. Viene estesa la normativa del Ministero delle Finanze e della State Administration of Taxation che prevede agevolazioni per le imprese piccole e a basso profitto.

Per le aziende con un reddito imponibile annuo fino a 3 milioni di Cny (circa 380.000 euro), viene garantita una fiscalità 5% sugli utili.

L’efficacia di tali misure è stata estesa fino al 31 dicembre 2027 e riflette l’obiettivo di sostenere le piccole e medie imprese nel medio-lungo periodo, garantendo stabilità e prevedibilità del sistema fiscale.

Nel complesso, il nuovo accordo tra Italia e Cina, insieme alle recenti misure fiscali adottate dalla Cina, rappresenta un passo significativo verso un contesto più favorevole per le aziende, incentivando i flussi di investimento, la cooperazione economica e lo sviluppo di relazioni commerciali più solide tra i due Paesi.

 

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