Il settore della moda italiana, simbolo globale del Made in Italy, continua a distinguersi per solidità economica e capacità produttiva, con un giro d’affari che supera i 90 miliardi di euro e un contributo di circa il 5% al Pil nazionale. Tuttavia, dietro questa leadership si cela un evidente ritardo sul fronte della cultura organizzativa e del benessere dei lavoratori.
Secondo il ranking Best Workplaces Italia 2026 elaborato da Great Place to Work Italia, il comparto fashion fatica a emergere tra i migliori ambienti di lavoro del Paese: tra le prime 75 aziende classificate compare una sola realtà del settore, un dato che evidenzia un gap strutturale rispetto ad altri comparti come It biotecnologie, farmaceutica e servizi finanziari.
Il settore moda rappresenta un vero paradosso economico: da un lato eccellenza produttiva e occupazionale, con circa 461mila addetti, dall’altro una scarsa attenzione verso employee experience, fiducia interna e innovazione organizzativa. Come sottolinea Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia, nelle aziende fashion prevale ancora una visione frammentata e impersonale del lavoro, lontana dai modelli più evoluti.
La mancanza di investimenti nel benessere aziendale non è solo un limite etico, ma un freno diretto alla competitività. I dati mostrano infatti che le aziende con elevati livelli di fiducia interna registrano:
- una retention superiore all’86% (contro il 66% delle altre)
- una crescita media dei ricavi del +20%, contro l’1% delle imprese italiane medie
Il legame tra Trust Index e performance economica è ormai evidente: ambienti di lavoro sani generano produttività, innovazione e crescita sostenibile.
Il futuro della moda italiana non dipenderà solo dalla qualità dei prodotti o dalla forza dei marchi, ma dalla capacità di costruire organizzazioni basate su fiducia, inclusione e benessere diffuso.
In un mercato del lavoro sempre più competitivo, mettere le persone al centro non è più un’opzione: è la leva economica più potente per garantire crescita e sostenibilità nel lungo periodo.
