I dati sull’occupazione nel comparto evidenziano una crescita costante del settore sia in termini assoluti sia di partecipazione femminile.
Le donne rappresentano il 52,5% degli occupati nelle professioni scientifiche e tecnologiche, pari a 42,8 milioni di lavoratrici, con un incremento del 2,3% rispetto al 2024 e del 27,9% rispetto al 2015. In dieci anni, l’aumento assoluto è stato di oltre 9,3 milioni di donne, a conferma di una crescente presenza femminile nei settori ad alta qualificazione, concentrata soprattutto nei servizi.
Le professioni scientifiche e tecnologiche comprendono attività che richiedono elevati livelli di conoscenza teorica e competenze tecniche in ambiti che spaziano dalle scienze fisiche e biologiche a quelle sociali e umanistiche.
A livello territoriale emergono forti differenze tra le regioni europee. Le percentuali più elevate di occupazione femminile nel settore si registrano in Lettonia (62,4%), nella regione ungherese della Grande Pianura e del Nord (61,1%) e in Estonia (60,5%). All’estremo opposto si collocano la Corsica (42,7%), Malta (46,0%) e la regione italiana del Centro (47,2%).
Nonostante la forte presenza complessiva, le donne restano invece sottorappresentate nelle professioni scientifiche e ingegneristiche, che costituiscono circa il 24,8% del totale degli occupati del settore. In questo ambito, la quota femminile si ferma al 40,8% nel 2025, con un incremento limitato di soli 0,5 punti percentuali nell’ultimo decennio.
In termini assoluti, tuttavia, il numero di donne scienziate e ingegnere è cresciuto in modo significativo: da 5,3 milioni nel 2015 a 8,2 milioni nel 2025, pari a un aumento del 54,4%.
