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Il valore economico dello sport in Italia: 32 miliardi di euro e oltre 421 mila occupati

Lo sport si conferma un motore strategico per l’economia italiana. È quanto emerge dal Rapporto Sport 2025, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani e curato dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale (Icsc) insieme a Sport e Salute.

Giunto alla terza edizione, il Rapporto offre una lettura sistemica del contributo dello sport al Paese, analizzandone valore economico, occupazione, infrastrutture, pratica sportiva e impatto sociale degli investimenti.

Nel 2024 il settore sportivo ha generato 32 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,5% del Pil, in crescita rispetto all’anno precedente, dando lavoro a 421 mila persone. Numeri che descrivono una filiera sempre più orientata ai mercati esteri. L’export di beni sportivi raggiunge infatti 4,7 miliardi di euro, con Stati Uniti, Francia e Germania come principali Paesi di destinazione.

Ma la trasformazione più significativa riguarda gli stili di vita. Gli italiani attivi sono 38 milioni: due su tre praticano regolarmente sport o attività fisica. Rispetto al 2023, un milione di persone in più ha abbandonato la sedentarietà, che scende al 33,2%, minimo storico.

Cresce la pratica continuativa, che coinvolge il 28,6% della popolazione (16,4 milioni di persone), con incrementi rilevanti tra bambini e over 65. I tesserati presso organismi sportivi sono 12,3 milioni, distribuiti in 107.804 enti sportivi dilettantistici.

A sostenere questa domanda c’è una rete di oltre 78 mila impianti e 114 mila spazi sportivi, secondo il Censimento nazionale dell’impiantistica sportiva. Il 70% delle strutture è di proprietà pubblica, con i Comuni in prima linea. Resta tuttavia un nodo strutturale: oltre il 40% degli impianti risale agli anni Settanta e Ottanta, rendendo urgente un piano di riqualificazione e rigenerazione.

Il Rapporto evidenzia anche il forte impatto sociale dello sport. I progetti infrastrutturali finanziati dall’ICSC presentano uno Sroi superiore a 4,8, mentre gli investimenti in progetti sociali e in alcune aree territoriali raggiungono un ritorno di 8,42: ogni euro investito genera oltre otto euro di benefici per la collettività, confermando lo sport come leva di salute, inclusione e coesione sociale.

Tra le novità dell’edizione 2025 figurano le Schede regionali, che offrono per la prima volta una fotografia omogenea e comparabile della pratica sportiva e delle infrastrutture sui territori. Non uno strumento di ranking, ma una base informativa per orientare politiche pubbliche e investimenti in modo più mirato ed efficace.

«Il Rapporto Sport rappresenta fedelmente il lavoro che il Governo porta avanti da oltre tre anni per affermare il valore dello sport come elemento strutturale della società italiana», sottolinea il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, evidenziando come i dati raccolti consentano di orientare strategie nazionali e territoriali e pongano le basi per un piano regolatore nazionale dell’impiantistica sportiva.

Sulla stessa linea il Presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale, Beniamino Quintieri, che rimarca l’importanza di un quadro informativo solido per programmare politiche fondate su evidenze: «La lettura integrata dei dati economici, occupazionali e sociali consente di valutare l’impatto degli investimenti e di sostenere una crescita equilibrata, innovativa e inclusiva del settore».

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