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Immobili non residenziali, nel 2025 scambi oltre quota 77mila: valore sopra i 20 miliardi

Il mercato degli immobili non residenziali conferma il proprio percorso di crescita nel 2025. Secondo il Rapporto Immobiliare 2026 realizzato dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con Assilea, le compravendite nei comparti uffici, negozi e immobili produttivi hanno raggiunto oltre 77mila transazioni, registrando un incremento del 4,9% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo degli scambi è stimato in oltre 20 miliardi di euro.

A guidare la crescita è il segmento dei negozi, che mette a segno un aumento del 7% rispetto al 2024, seguito dagli uffici (+3,2%) e dagli immobili del comparto produttivo (+1%).

Negozi, compravendite in forte crescita

Il settore commerciale si conferma il più dinamico del mercato. Nel 2025 le compravendite hanno superato le 46mila unità, con circa 3mila transazioni in più rispetto all’anno precedente e un valore stimato di 8,5 miliardi di euro.

Le performance migliori si registrano nelle Isole (+11%), seguite da Nord Est (+9,2%) e Sud (+7,5%). Crescono anche il Centro (+6,3%) e il Nord Ovest (+4,6%). Lo stock immobiliare delle categorie catastali C/1 e C/3 (negozi e laboratori) resta stabile a circa 2,5 milioni di unità.

Uffici in ripresa, scambi a quota 14mila

Segno positivo anche per il comparto degli uffici, che torna a consolidare il trend di crescita degli ultimi anni dopo la lieve flessione registrata nel 2023. Nel 2025 le unità scambiate sono state 14.119, in aumento del 3,2%, per un valore stimato di 3,7 miliardi di euro.

A sostenere il mercato sono soprattutto il Nord Ovest (+6,4%), il Nord Est (+3,7%) e il Centro (+1,1%). Lo stock nazionale degli immobili censiti nella categoria catastale A/10 ammonta a circa 626mila unità, concentrate per oltre la metà nelle regioni settentrionali.

Produttivo, crescita moderata ma diffusa

Il comparto degli immobili produttivi evidenzia una crescita più contenuta, con un incremento medio nazionale dell’1% e un valore di mercato superiore agli 8 miliardi di euro.

Se le aree del Nord mostrano una dinamica più debole, il mercato accelera nel Centro (+6,6%), nel Sud (+8,6%) e nelle Isole (+15,3%). Tra le regioni più dinamiche spiccano Lazio (+20,1%), Campania (+16,2%) e Sardegna (+20,1%). Lo stock degli immobili produttivi (categorie D/1 e D/7) conta oltre 846mila unità, di cui quasi il 60% localizzato nel Nord Italia.

Leasing immobiliare oltre 3,2 miliardi

Continua a crescere anche il leasing immobiliare non residenziale, strumento particolarmente utilizzato dalle Pmi per la maggiore flessibilità rispetto al credito bancario tradizionale. Nel 2025 sono stati stipulati 2.513 contratti per un valore superiore a 3,2 miliardi di euro, in aumento del 5,9% rispetto al 2024.

Il leasing rappresenta ormai il 15,8% del valore complessivo delle compravendite del comparto. La domanda si concentra soprattutto sugli immobili produttivi di maggiore valore, in particolare nelle fasce superiori ai 2,5 milioni di euro, mentre il segmento degli immobili da realizzare registra una crescita del 15,7%.

L’attività resta concentrata nel Nord Ovest, ma il dato più significativo arriva dal Sud Italia, dove il valore dei contratti è aumentato del 34%, segnalando ulteriori margini di sviluppo per il settore. Secondo il rapporto, il mercato del leasing immobiliare dispone ancora di un importante potenziale di crescita, considerando che la sua incidenza in Italia resta inferiore rispetto a quella registrata in Paesi come Francia e Portogallo.

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