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Immobiliare, crescita nel primo trimestre ma atteso rallentamento

Il mercato immobiliare italiano apre il 2026 con segnali di continuità e consolidamento della fase espansiva, pur in un contesto destinato a diventare meno favorevole sul fronte monetario. È quanto emerge dal 1° Rapporto sul Mercato Immobiliare 2026 di Nomisma, presentato a Milano.

Nei primi mesi dell’anno il comparto residenziale rafforza il trend di crescita avviato nel 2025, mentre il mercato delle locazioni resta su livelli sostenuti, seppur in lieve ridimensionamento.

Nel 2025 le compravendite sono cresciute del +6,4% a livello nazionale, con una dinamica più vivace nei comuni non capoluogo; nei 13 mercati intermedi monitorati le transazioni segnano un +6,0%, confermando un quadro diffusamente positivo.

Per il 2026, tuttavia, Nomisma prevede un rallentamento della crescita, con compravendite attese a +1,8% e circa 780 mila transazioni, a causa del venir meno delle politiche monetarie espansive e del rialzo dei tassi.

Sul fronte dei valori, i prezzi delle abitazioni mostrano una crescita ancora positiva ma in attenuazione (+2,3% per immobili in ottimo stato e +2,7% per quelli in buono stato), mentre si riduce il divario tra prezzi richiesti e offerti, i tempi di vendita si attestano intorno ai 5 mesi e lo sconto medio scende all’8,6%, segnali di un mercato più fluido e liquido.

A sostenere la domanda contribuisce anche il maggiore ricorso al credito: la quota di acquisti con mutuo è salita dal 40,1% nel 2023 al 45,9% nel 2025, sebbene l’aumento dei tassi e l’allargamento dello spread con l’Area Euro (fino a 32 punti base a inizio 2026) possano incidere sull’accessibilità finanziaria.

Il mercato delle locazioni conferma una dinamica positiva, con oltre 1 milione di contratti nel 2025 (+1,4%) e canoni in crescita del +3,4%, sostenuti da una domanda vivace e da un’offerta ancora limitata; i tempi medi per affittare un immobile restano contenuti (1,6 mesi).

Sul fronte degli investimenti, il residenziale garantisce un rendimento totale lordo medio dell’8,4%, mantenendo un buon livello di attrattività.

In prospettiva, in assenza di shock macroeconomici, il 2026 dovrebbe proseguire lungo un percorso di crescita più moderata ma stabile, con una domanda ancora sostenuta dalla preferenza delle famiglie per l’acquisto della casa, nonostante condizioni di finanziamento più onerose, delineando un mercato solido ma in fase di normalizzazione.

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