Sono 35 i distretti che mostrano flessioni superiori al 10% su base annua, delineando un quadro di forte variabilità territoriale e di segnali di raffreddamento in diverse aree del mercato immobiliare. In testa alla classifica dei quartieri più “scontati” si posiziona il Centro Storico di Pordenone, con un calo del 24,8%, seguito da Rovigo Est (-20,9%) e da San Benedetto–Foro Boario–Pianta a Forlì (-19,3%). Rientrano nella top ten anche Palombare–Pinocchio ad Ancona (-17,2%), Croci (-16,7%) e il Centro Storico (-16,6%) di Foggia, oltre a Porto San Pancrazio–San Michele a Verona (-16,3%) e Cederna–Stadio a Monza (-15,8%). Completano i primi dieci posti San Martino a Ferrara (-15,4%) e Tombaccia–Cattabrighe–San Bartolo a Pesaro (-15,3%). Considerando l’intero elenco dei 35 quartieri con ribassi oltre il 10%, le flessioni si collocano tra il –14,9% di Zona Leuca a Lecce e il -10,1% di Monigo–San Liberale–Santa Bona a Treviso, confermando una distribuzione capillare dei cali in tutte le aree del Paese. Nonostante le forti riduzioni dei prezzi, il quartiere più caro tra quelli monitorati resta Gardolo–Meano a Trento, con una media di 2.688 euro/m², seguito da Cazzaniga (2.686 euro/m²) e San Fruttuoso (2.672 euro/m²), entrambi a Monza.
All’estremo opposto si colloca Trabocchetto–Condera–Spirito Santo a Reggio Calabria, dove il prezzo medio scende a 767 euro/m², preceduto dal Centro Storico di Foggia (786 euro/m²) e da Rovigo Est (824 euro/m²). L’indagine evidenzia cali anche nelle grandi città, seppur sempre inferiori al 10%. Il ribasso più significativo riguarda Cruillas–Resuttana–San Lorenzo a Palermo (-9,3%), mentre a Cagliari scende Monte Urpinu–Bonaria (-7,7%) e a Bologna Navile–Corticella (-7%). A Roma la riduzione più marcata interessa Trigoria–Castel di Leva, a Milano invece Cermenate–Missaglia (-4,1%). Flessioni più contenute si registrano nei quartieri Posillipo–Chiaia–San Ferdinando a Napoli (-2,8%), Borgo Sanzio a Catania (-1,8%) e Cavoretto–Borgo Po a Torino (-1%). Non si rilevano invece cali annuali nei quartieri di Genova, Firenze e Venezia, che mantengono valori stabili rispetto all’anno precedente.
