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Imprenditoria femminile: 1,3 milioni di imprese gestite da donne, tra limiti e potenzialità

È quanto emerge dal Rapporto sull’universo femminile del fare impresa, realizzato da Unioncamere con il supporto del Centro Studi Tagliacarne e Sicamera, nell’ambito del Piano Nazionale dell’Imprenditoria Femminile gestito da Invitalia per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, finanziato con fondi del Next Generation Eu. Il report è stato presentato a Roma, tappa del Giro d’Italia delle donne che fanno impresa.

Piccole, familiari, ma con grande potenziale

Le imprese femminili italiane restano di piccola dimensione (il 96,2% ha meno di 10 addetti) e registrano una produttività inferiore del 60% rispetto a quella maschile. Il 74% nasce grazie a capitale familiare, fattore che garantisce stabilità ma riduce la propensione a investire e innovare. Tuttavia, quando accedono a credito bancario o incentivi pubblici, le performance migliorano sensibilmente: la produttività cresce del 33% e fino al 40% se le imprese investono anche nella formazione del capitale umano.

Le imprenditrici mostrano inoltre una maggiore sensibilità verso gli strumenti pubblici: il 27% ha già usufruito di incentivi e un ulteriore 19% intende farlo, soprattutto sotto forma di aiuti regionali e crediti d’imposta, mentre il 15% ha utilizzato fondi Invitalia.

Una leadership consapevole e attenta al benessere

“Quella femminile è un’imprenditoria matura, istruita e motivata, una risorsa preziosa che va accompagnata per continuare a crescere”, ha dichiarato il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. Le imprese “rosa” si distinguono infatti per un livello di istruzione più alto (25% delle imprenditrici è laureata, contro il 21% degli uomini), una forte motivazione personale – il 37% sceglie di fare impresa per autorealizzazione – e un’attenzione al welfare aziendale: il 28% adotta misure di conciliazione vita-lavoro, quota che sale al 40% nelle aziende guidate da laureate.

Roma prima in Italia per numero di imprese femminili

“Roma è la prima provincia italiana per numero di imprese femminili, con 96.421 aziende”, ha ricordato Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma. Il tasso di occupazione femminile nella Capitale ha raggiunto il 58,5%, il valore più alto di sempre. Tuttavia, ha sottolineato Tagliavanti, “permangono divari significativi: solo un’impresa su cinque è femminile e la presenza di donne in posizioni apicali resta limitata. Serve agire su burocrazia, credito e sostegni mirati”.

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