La Spagna si conferma una delle destinazioni più strategiche per l’espansione internazionale delle imprese italiane. È quanto emerge dal terzo Barometro sul clima e le prospettive degli investimenti italiani nel Paese iberico, realizzato dalla Camera di Commercio e Industria Italiana per la Spagna in collaborazione con Analistas Financieros Internacionales.
L’indagine evidenzia un quadro di forte fiducia: oltre il settanta per cento delle aziende italiane presenti in Spagna prevede di incrementare fatturato e investimenti nel corso del 2026, mentre quasi la metà si prepara ad aumentare l’occupazione. Un segnale che conferma la solidità della relazione economica tra i due Paesi e la crescente attrattività del mercato spagnolo.
Secondo il rapporto, la quasi totalità delle imprese considera la Spagna un mercato strategico e intende mantenere la propria presenza nel Paese anche nei prossimi anni. Migliora inoltre la percezione del clima degli affari, che registra un ulteriore progresso rispetto all’edizione precedente del Barometro. La maggioranza delle aziende giudica infatti il contesto imprenditoriale spagnolo come “buono” o “eccellente”.
Tra i principali punti di forza emerge la qualità della vita, che continua a rappresentare il fattore più apprezzato dagli investitori italiani. Aspetti come il costo della vita, il benessere generale e la facilità di integrazione dei professionisti espatriati contribuiscono a rendere il Paese particolarmente competitivo. Permangono invece margini di miglioramento sul fronte del sostegno pubblico alla ricerca, allo sviluppo e all’innovazione, sebbene il giudizio delle imprese risulti in lieve miglioramento rispetto agli anni precedenti.
La Spagna viene inoltre percepita come una piattaforma privilegiata per sviluppare nuove opportunità di cooperazione imprenditoriale nel Mediterraneo. Molte aziende ritengono infatti che il Paese possa svolgere un ruolo centrale nel favorire investimenti e partnership nell’area mediterranea, mentre una quota significativa individua nella Spagna una naturale porta d’accesso verso l’America Latina, anche alla luce delle prospettive legate agli accordi commerciali tra l’Unione Europea e il Mercosur.
Sul fronte degli investimenti, la relazione economica tra Italia e Spagna continua a mantenere una dimensione strutturale. L’Italia si conferma tra i principali investitori esteri nel mercato spagnolo, mentre la Spagna resta una delle destinazioni preferite per il capitale italiano all’estero. Sebbene nel breve periodo si sia registrata una moderazione dei flussi di investimento, il fenomeno viene interpretato come una fase congiunturale legata alle incertezze del contesto internazionale, caratterizzato da tensioni geopolitiche, volatilità dei mercati e prudenza degli investitori.
Il settore dell’energia continua a rappresentare il principale polo di attrazione per il capitale italiano. Tuttavia, il Barometro evidenzia una crescente diversificazione degli investimenti, con una maggiore presenza in comparti come industria chimica, logistica e servizi finanziari. Una trasformazione che riflette l’evoluzione del tessuto produttivo e la ricerca di nuove opportunità di crescita.
Anche la distribuzione territoriale degli investimenti mostra segnali di cambiamento. Accanto alla tradizionale centralità di Madrid, stanno acquisendo rilevanza regioni come Murcia e Comunità Valenciana, grazie allo sviluppo di nuovi progetti industriali. Per il 2026, Madrid, Andalusia e Catalogna restano comunque le aree considerate più attrattive dalle imprese italiane.
L’impatto degli investimenti italiani va ben oltre l’aspetto finanziario. Il rapporto evidenzia infatti un contributo significativo alla creazione e al mantenimento di posti di lavoro, con effetti diretti e indiretti sull’intero sistema produttivo spagnolo. Le aziende italiane si confermano così un elemento importante per la crescita dell’economia spagnola e per il rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali.
Nonostante le preoccupazioni legate al quadro internazionale e alle possibili criticità nelle catene di approvvigionamento, il sentiment delle imprese resta ampiamente positivo.
