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Imprese lombarde solide sul fronte del credito, restano le differenze tra i comparti

È quanto emerge dall’approfondimento sul credito realizzato da Unioncamere Lombardia nell’ambito dell’indagine congiunturale relativa al secondo trimestre del 2026, che ha coinvolto circa 5.000 imprese del campione. I risultati non evidenziano tensioni diffuse sulla sostenibilità del debito, ma mostrano alcune aree di vulnerabilità legate soprattutto alla dimensione aziendale e al settore di attività.

Nell’industria il quadro finanziario appare equilibrato. L’aumento dell’indebitamento resta contenuto e sembra essere associato soprattutto a finalità di sviluppo. Il credito viene utilizzato in misura rilevante per gli investimenti produttivi e per l’efficientamento energetico, mentre la crescita dell’esposizione riguarda più frequentemente il medio-lungo termine. Una quota significativa di imprese segnala un peggioramento dei tassi applicati, ma la preoccupazione per la capacità di rimborso rimane contenuta. I ritardi negli incassi sono abbastanza diffusi, ma nella maggior parte dei casi non superano i 30 giorni.

L’artigianato presenta invece i principali segnali di fragilità finanziaria. Aumenta il peso dei mezzi di terzi, mentre la capitalizzazione risulta meno frequente e cresce la quota di imprese che percepisce un peggioramento delle condizioni economiche del credito. Il comparto registra anche il livello più elevato di preoccupazione per il rimborso del debito e quello in cui la disponibilità di liquidità condiziona maggiormente le decisioni di investimento. La maggiore vulnerabilità non sembra tuttavia dipendere principalmente dai tempi di incasso, che risultano migliori rispetto agli altri settori.

Nei servizi emerge, al contrario, una situazione finanziaria relativamente robusta, nonostante le maggiori difficoltà sul fronte degli incassi. Meno della metà delle imprese riceve i pagamenti entro i tempi concordati e il comparto registra la quota più elevata di ritardi superiori ai 30 giorni. Queste criticità sembrano però essere assorbite senza produrre tensioni finanziarie diffuse: il grado di indebitamento rimane relativamente contenuto, la preoccupazione per il rimborso è la più bassa tra i settori e per quasi due imprese su tre la disponibilità di liquidità non ha condizionato le decisioni aziendali.

Il commercio al dettaglio registra invece il maggiore incremento del leverage, con uno spostamento verso classi più elevate di indebitamento. Il maggiore ricorso a mezzi di terzi sembra essere legato soprattutto alla gestione della liquidità e del capitale circolante. La liquidità rappresenta infatti la principale finalità del credito e il settore ricorre più degli altri alla dilazione dei pagamenti ai fornitori. La disponibilità di liquidità delle imprese  incide soprattutto sulle decisioni relative agli acquisti e alla gestione delle scorte. Nonostante il maggiore indebitamento, la preoccupazione per il rimborso resta moderata e risulta in forte diminuzione rispetto agli anni precedenti.

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