Le aspettative restano favorevoli anche per il 2027, quando il 25,9% delle imprese prevede un aumento del giro d’affari, il 20,6% delle esportazioni e il 13% degli occupati.
A mostrare maggiore fiducia sono soprattutto le imprese guidate da giovani under 35. Per il 2026, il 37,6% di queste aziende prevede una crescita del fatturato, il 34,8% delle vendite all’estero e il 24,3% dell’occupazione. Per il 2027 le quote si attestano rispettivamente al 33,3%, 34,1% e 21,4%.
I dati emergono dall’analisi di Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne, realizzata su un campione di circa 4.500 imprese manifatturiere e dei servizi con un numero di addetti compreso tra 5 e 499.
A frenare le prospettive resta però l’impatto dell’energia sui costi aziendali. Oltre il 70% delle imprese considera preoccupante l’aumento delle bollette e, tra queste, il 43,4% prevede una riduzione dei margini di profitto. In risposta alle pressioni sui costi e alla necessità di rafforzare la competitività, nei prossimi tre anni il 36,1% delle aziende programma investimenti green, mentre il 38% punta sul digitale. Il 22% prevede inoltre investimenti in intelligenza artificiale entro il 2028.
Secondo il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, le imprese hanno sviluppato una maggiore capacità di adattamento a un contesto internazionale caratterizzato da incertezza, modificando con rapidità strategie e programmi. La fiducia degli imprenditori, osserva, è rimasta negli ultimi tre anni sostanzialmente stabile dopo la flessione del 2022.
In questo scenario, l’aumento dei costi energetici rappresenta una delle conseguenze più concrete delle tensioni internazionali e spinge le aziende a intervenire soprattutto sul fronte del risparmio energetico, con investimenti che possono combinare sostenibilità e competitività.
