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Imprese straniere nell’Ue: numeri ancora bassi, impatto economico significativo

Oltre la metà delle imprese straniere(60%) è controllata da unità istituzionali di altri paesi dell’Ue, mentre il 40% proviene da Paesi extra-Ue.

Distribuzione geografica: Lussemburgo: imprese a controllo estero 28% del totale, la quota più alta dell’Ue; Estonia: 11%. Tutti gli altri Paesi Ue avevano quote inferiori al 5%, con valori minimi in Polonia e Italia (0,3%) e un massimo di 5% in Croazia.

Occupazione e valore aggiunto

Nonostante il numero ridotto, le imprese a controllo estero hanno avuto un ruolo significativo: 16% dei lavoratori dell’Ue impiegati da queste imprese. 24% del valore aggiunto totale dell’Ue prodotto da queste aziende.

I contributi più elevati in termini di valore aggiunto si registrano in:

  • Irlanda: 71%
  • Lussemburgo: 61%
  • Slovacchia: 50%

Le quote più basse si trovano in:

  • Francia: 15%
  • Italia: 17%
  • Grecia e Germania: 18% ciascuna

Posti di lavoro

  • Lussemburgo: 45% dei posti di lavoro nelle imprese a controllo estero.
  • Slovacchia e Repubblica Ceca: 28%.
  • Grecia, Cipro e Italia: circa 8–10%.

Nonostante rappresentino una minoranza in termini di numero, le imprese a controllo estero giocano un ruolo strategico nell’occupazione e nella creazione di valore economico in tutta l’Unione Europea, contribuendo in maniera significativa alla competitività dei rispettivi mercati nazionali.

 

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