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Imprese: tengono le iscrizioni in Lombardia nel I trimestre 2025 e diminuiscono le cancellazioni

Nonostante il numero di imprese attive in Lombardia risulti ancora in diminuzione su base annua (-0,7%), i dati del primo trimestre 2025 evidenziano un miglioramento della natimortalità imprenditoriale: calano le cessazioni (-8,9%) e tengono le iscrizioni di nuove imprese (+0,3%).

In un momento caratterizzato da elevata incertezza delle prospettive economiche, il tessuto imprenditoriale lombardo si conferma quindi dinamico. Maggiori informazioni nel report.

Tengono le iscrizioni (+0,3%), nonostante le prospettive economiche fortemente incerte, e diminuiscono le cancellazioni (-8,9%), caratterizzate negli ultimi trimestri da un andamento altalenante per via dei provvedimenti di ufficio intrapresi dalle Camere di Commercio. Il saldo risulta negativo (-854 posizioni), come avviene normalmente nel primo trimestre, ma in miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2024. Su base annua il numero di imprese attive in Lombardia è ancora in calo: -0,7% la variazione, in linea con quella del trimestre precedente. Crescono i servizi (+1,3%), grazie al contributo delle attività professionali, scientifiche e tecniche e di quelle finanziarie e assicurative; in lieve calo le costruzioni (-0,5%) e il turismo (-0,4%). Prosegue la flessione strutturale di industria (-3,7%), commercio (-2,7%) e agricoltura (-1,7%). Imprese attive in aumento a Como (+0,7%) e Lecco (+0,6%), stabili a Bergamo (+0,2%), Cremona (+0%) e Pavia (-0,1%); in calo gli altri territori. Tra le forme giuridiche aumentano solo le società di capitale (+1,1%), che hanno raggiunto il 36,8% delle imprese attive (vs 28,7% italiano). Il calo delle imprese artigiane (-0,8%) risulta allineato al totale delle imprese lombarde, dopo molti anni di risultati peggiori della media; la quota artigiana sul totale si è stabilizzata intorno al 28%.

Demografia di impresa 

la Lombardia Nel primo trimestre 2025 le imprese che si sono iscritte agli archivi delle Camere di Commercio lombarde sono 19.163, stabili (+0,3%) su base annua; diminuiscono invece le posizioni cancellate (20.017 movimenti, pari al -8,9%), tra le quali 1.246 per via dei provvedimenti di ufficio intrapresi dalle Camere di Commercio al fine di eliminare posizioni formalmente ancora attive ma in realtà non più operative. Tali operazioni straordinarie hanno reso erratico l’andamento delle cessazioni negli ultimi trimestri. Il saldo risulta negativo (-854 posizioni), come avviene normalmente nel primo trimestre quando vengono contabilizzate le numerose cessazioni che, per motivi amministrativi, si concentrano alla fine dell’anno. Il valore è però in miglioramento rispetto a quello analogo del 2024. Le imprese lombarde registrate alla fine del primo trimestre ammontano così a 942.833, mentre al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, le imprese attive sono 811.330, in calo del -0,7% su base annua (una variazione in linea con quella del trimestre precedente). Nonostante il miglioramento del saldo, il numero di imprese attive in Lombardia resta inferiore a quello dello scorso anno per via dell’andamento negativo registrato a fine 2024. Positivo il segnale proveniente dalla tenuta delle iscrizioni, in un momento dove prevale una forte incertezza sulle prospettive economiche.

Forme giuridiche 

Crescono solo le società di capitali (+1,1% su base annua), costituite per l’86,4% da società a responsabilità limitata e per il 10,4% dalle srl semplificate, che grazie ai costi di apertura contenuti hanno avuto notevole successo negli ultimi anni; solo il 3,2% sono invece società per azioni. La crescita delle società di capitali è un processo strutturale in corso da molti anni in tutta Italia, ma che acquista particolare rilevanza in Lombardia, dove l’incidenza di queste nature giuridiche (36,8% delle imprese attive) è molto più marcata rispetto alla media italiana (28,7%), in particolare per il contributo determinante di Milano (48,5%). Significativa la diminuzione delle società di persone (-3,7%), sempre meno scelte dagli imprenditori che vogliono avviare una nuova attività, e delle altre forme giuridiche (-9,5%): tra queste ha pesato la riclassificazione d’ufficio di molte cooperative, considerate ora società di capitali; continua invece la crescita delle associazioni che decidono di iscriversi al Registro Imprese.

Anche il numero di imprese artigiane attive in Lombardia mostra una variazione negativa (-0,8% su base annua), un calo in linea con quello medio: negli ultimi trimestri il trend della natimortalità artigiana è stato infatti simile a quello complessivo, dopo un lungo periodo in cui le imprese artigiane avevano invece mostrato un andamento peggiore. La quota dell’artigianato sul totale delle imprese si è quindi stabilizzata intorno al 28%. Crescono sia le iscrizioni al ruolo artigiano (+2%) sia le cessazioni (+8,6%), che possono essere dovute alla chiusura dell’impresa o alla perdita dei requisiti. Il saldo è negativo, come normale in questo periodo, e in peggioramento rispetto allo stesso periodo del 2024. Le imprese artigiane attive in Lombardia ammontano così a 229.896, registrando un lieve incremento nei servizi (+0,9%) e un calo negli altri principali settori, in particolare nell’industria (-3,2%). Nelle costruzioni, che rappresentano il 40% dell’artigianato lombardo, la flessione è pari al -0,8%.

 

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