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In dieci anni le vacanze in agriturismo cresciute dell’85%

È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti e Campagna Amica diffusa in occasione della Giornata mondiale del turismo, celebrata il 27 settembre e dedicata quest’anno al ruolo della trasformazione digitale e dell’intelligenza artificiale nel settore.

Il comparto si prepara inoltre a un nuovo record nel 2026, dopo i 5,1 milioni di arrivi e le 18,3 milioni di presenze registrati nel 2025. A sostenere la crescita è soprattutto la domanda internazionale: negli ultimi dieci anni le presenze straniere negli agriturismi italiani sono aumentate del 119% e oggi rappresentano oltre il 60% del totale. Accanto ai mercati tradizionali, come quello statunitense, cresciuto del 147%, acquistano peso nuovi bacini di domanda tra cui Corea del Sud, Brasile, Cina e India.

L’espansione è accompagnata dalla crescente diversificazione dell’offerta. Accanto all’enogastronomia e alla valorizzazione delle tradizioni locali, si è sviluppato il turismo esperienziale, con attività legate alle produzioni agricole e ai territori. All’enoturismo si sono affiancati birraturismo, oleoturismo, turismo dei formaggi e altre proposte costruite intorno alle filiere agroalimentari. Secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, nel 2026 queste esperienze hanno interessato un italiano su due.

La trasformazione riguarda anche i modelli di gestione delle strutture. Secondo il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo Innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next, il 37% degli agriturismi ha effettuato investimenti nella digitalizzazione per migliorare la gestione dell’attività e dell’accoglienza. Tra le tecnologie utilizzate figurano 5G, intelligenza artificiale, blockchain, realtà virtuale e aumentata, robotica, chatbot e strumenti di business intelligence.

Il digitale sta modificando anche le modalità con cui i turisti scelgono e prenotano le proprie vacanze. Dalla ricerca delle strutture alle prenotazioni fino alle recensioni, le piattaforme online sono diventate un canale centrale soprattutto per la clientela internazionale. A questo si aggiungono gli strumenti di rilevazione e registrazione delle strutture ricettive, tra cui la Banca dati delle strutture ricettive del Ministero del Turismo.

Il sistema agrituristico italiano conta complessivamente 26.360 aziende. Di queste, 21.449 offrono servizi di alloggio, per 310.660 posti letto, mentre 13.092 propongono attività di ristorazione, con 540.760 coperti. L’offerta si completa con 6.750 aziende che organizzano degustazioni e 13.265 che propongono attività ricreative, sportive o culturali, confermando la crescente articolazione dell’offerta turistica legata al territorio rurale.

«In dieci anni le notti in agriturismo sono cresciute quasi tre volte più della media nazionale e la campagna è diventata una delle porte d’ingresso dell’Italia nel mondo», afferma Dominga Cotarella, presidente di Terranostra e Fondazione Campagna Amica. Secondo Cotarella “gli ospiti stranieri cercano soprattutto autenticità, cibo, paesaggio ed esperienze, mentre l’innovazione digitale può aiutare le aziende, in particolare quelle più piccole e guidate da giovani, a raggiungere nuovi mercati senza sostituire la componente umana dell’accoglienza”.

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