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In Gazzetta Ufficiale Ue, il Regolamento sulle “Materie prime critiche”

Nel Regolamento vengono elencate 34 “materie prime critiche”, ovvero di cui l’Europa ha scarsa disponibilità nel proprio sottosuolo; di queste 17 sono definite “strategiche” perché necessarie per la transizione verde e digitale, nonché fondamentali per l’industria aerospaziale e della difesa: per costruire veicoli elettrici sono necessari litio, cobalto e nichel; i telefoni richiedono il tungsteno, le pale eoliche il boro, ed i semiconduttori il silicio metallico.

La crescita esponenziale della domanda di questi minerali strategici si scontra tuttavia con le difficoltà di approvvigionamento dalle catene globali, laddove la sola Cina fornisce, in un quasi-monopolio, il 100% dell’approvvigionamento di terre rare pesanti nell’Ue. Inoltre, i paesi europei più ricchi potrebbero essere avvantaggiati rispetto a quelli più poveri di fronte a prezzi non accessibili, con il rischio di distorsione del Mercato Unico.

Il Regolamento istituisce dunque un quadro che, oltre a definire la nomenclatura delle materie strategiche, propone di diversificare l’approvvigionamento da paesi terzi, in particolare creando partnership strategiche con fornitori fidati e avviando progetti strategici con procedure semplificate.Inoltre, si propone la creazione di un “Comitato Europeo per le materie prime critiche” per monitorarne gli sviluppi geopolitici ed adattarvi in maniera sostenibile il Mercato Unico. “Sportelli unici di contatto” e certificazioni servirebbero a produrre maggiore chiarezza.

Agli stati europei viene richiesto di possedere scorte strategiche di materie prime – come già avviene per petrolio e gas – mentre la Commissione si impegnerà per un acquisto comune di materie strategiche da terzi a nome degli stakeholder europei per avere maggior peso contrattuale.Per quanto riguarda la catena di valore dentro l’Ue, viene evidenziato il ruolo del riciclaggio dei minerali rari, e richiesto di aumentarne l’estrazione all’interno del Vecchio Continente per una maggiore autosufficienza: questo punto è centrale per l’Italia, in quanto si calcola che il nostro paese possieda 16 di queste 34 materie prime critiche. (Ice Bruxelles)

 

 

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