L’Agenzia delle Entrate ha fornito nuovi chiarimenti sulle misure introdotte dalla Legge di bilancio 2026, confermando l’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% anche alle somme corrisposte nel 2026 ma riferite ad annualità precedenti.
La misura riguarda gli incrementi salariali derivanti da rinnovi dei contratti collettivi sottoscritti nel triennio 2024-2026. Gli aumenti pagati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 potranno beneficiare della tassazione agevolata anche quando si riferiscono a periodi antecedenti, come nel caso di arretrati con decorrenza dal 2023.
Il trattamento fiscale di favore si applica inoltre agli incrementi collegati alla retribuzione relativa a ferie, festività soppresse e permessi, purché riconducibili ai rinnovi contrattuali interessati.
L’Agenzia ha chiarito anche l’ambito di applicazione dell’imposta sostitutiva del 15% prevista per alcune componenti della retribuzione. Il regime agevolato riguarda le maggiorazioni e le indennità riconosciute per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo settimanale e su turni, entro il limite annuo complessivo di 1.500 euro.
La tassazione ridotta viene confermata anche per le maggiorazioni legate al lavoro svolto di domenica e per le indennità di reperibilità previste dai contratti collettivi. In quest’ultimo caso, il beneficio spetta anche quando il dipendente non viene poi effettivamente chiamato a svolgere l’attività, poiché l’indennità remunera la disponibilità del lavoratore ed è collegata alle prestazioni interessate dall’agevolazione.
La Legge di bilancio 2026 ha previsto l’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi corrisposti nell’anno 2026 ai lavoratori dipendenti privati con reddito fino a 33 mila euro, in attuazione dei contratti collettivi sottoscritti negli anni 2024, 2025 e 2026.
La stessa normativa ha introdotto una tassazione agevolata al 15% per i lavoratori con reddito non superiore a 40 mila euro sulle maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per attività su turni, erogate nel 2026 entro i limiti stabiliti.
I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate ampliano quindi la platea dei beneficiari e definiscono con maggiore precisione le condizioni per applicare le agevolazioni fiscali, con l’obiettivo di sostenere il reddito dei lavoratori e accompagnare la crescita delle retribuzioni contrattuali.
