È quanto emerge dalla Nota congiunturale del Centro Studi della federazione.
Nel 2025 la produzione industriale nazionale ha registrato una flessione dello 0,5%, ma i comparti di Elettrotecnica ed Elettronica hanno chiuso l’anno in crescita, con un incremento dei volumi pari all’1,8% e del fatturato dell’1,9%. La performance è risultata più vivace nell’Elettronica (+2,7%) rispetto all’Elettrotecnica (+1,5%).
La crescita è stata trainata soprattutto dalla domanda legata alle transizioni energetica e digitale, con un contributo decisivo del mercato interno, in aumento del 3,1%, mentre la domanda estera si conferma più debole a causa dell’instabilità del quadro internazionale.
Per il 2026, le prime stime indicano un ulteriore rafforzamento: la produzione dei settori Anie è attesa in crescita del 2,4% nei primi mesi dell’anno, confermando la resilienza dei comparti tecnologici rispetto al resto del manifatturiero.
Tuttavia, il contesto resta segnato da forti incertezze geopolitiche. Un’indagine del Servizio Studi Anie evidenzia come il 71% delle imprese sia attivo sui mercati esteri, con oltre la metà esposta all’area mediorientale, oggi interessata da tensioni che incidono sulle catene globali.
Le criticità si riflettono soprattutto sui costi: il 62% delle imprese segnala aumenti nei trasporti, il 54% nelle materie prime e il 42% nell’energia, mentre il 35% indica incertezza sugli investimenti. La logistica si conferma uno dei principali fattori di rischio per circa il 40% delle aziende, con effetti su pianificazione e flussi produttivi.
L’analisi mostra inoltre come la durata delle tensioni geopolitiche incida direttamente sulle aspettative: se inizialmente il 73% delle imprese prevedeva impatti nulli o limitati, oggi oltre l’80% si attende effetti almeno moderati e il 39% impatti rilevanti sull’attività.
Nonostante la tenuta nel breve periodo, sostenuta anche da portafogli ordini già acquisiti, la capacità di stabilità nel tempo appare più fragile, con oltre il 50% delle imprese che indica un orizzonte operativo inferiore ai sei mesi.
“Il sistema industriale mostra resilienza e capacità di adattamento, ma servono politiche industriali più forti per sostenere innovazione e competitività”, ha dichiarato Renato Martire, sottolineando il ruolo centrale delle tecnologie delle transizioni nel sostenere la domanda e gli investimenti.
