Nel quarto trimestre 2025 la manifattura piemontese torna a correre. Secondo la 217ª “Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera” diffusa da Unioncamere Piemonte nell’ambito della collaborazione con Intesa Sanpaolo e UniCredit, la produzione industriale regionale segna un deciso +3,5% su base annua tra ottobre e dicembre, portando il bilancio complessivo del 2025 a +1,4%.
La rilevazione, condotta tra gennaio e febbraio 2026 su 1.701 imprese (85.570 addetti e circa 53 miliardi di euro di fatturato), certifica l’inversione di tendenza rispetto al 2024, anno caratterizzato da flessioni costanti. Dopo un primo trimestre 2025 ancora negativo (-1,7%), la dinamica è progressivamente migliorata (+1,2% nel secondo trimestre, +2,5% nel terzo), fino al picco di fine anno.
- Il contesto macroeconomico
Il 2025 si è chiuso con un PIL mondiale in crescita del 3,3%, secondo il Fondo Monetario Internazionale, grazie alla resilienza dei mercati emergenti e alla graduale stabilizzazione delle economie avanzate. In Italia il PIL ha registrato un +0,5%, con una stima di +0,7% per il 2026: una crescita moderata ma indicativa della tenuta del sistema produttivo in un quadro europeo ancora debole.
- Ordini ed export trainano la ripresa
Alla crescita della produzione si accompagna un rafforzamento degli ordinativi totali (+3,3%), sostenuti soprattutto dall’estero (+6,5%), mentre la domanda interna cresce dell’1,5%. Analoga dinamica per il fatturato (+3,3%), con una componente estera in aumento del 5,2% contro il +2,3% del mercato domestico.
Migliora anche l’utilizzo degli impianti (64,4%) e la produzione assicurata copre 10,5 settimane di lavoro.
- Boom dell’aerospazio
Il comparto più dinamico è l’elettricità-elettronica (+9,2%), seguito dai mezzi di trasporto (+9,1%). All’interno di quest’ultimo spicca l’aerospazio (+27,6%), vero motore della ripresa, mentre autoveicoli (0,0%) e componentistica (-1,0%) restano più deboli.
Performance solide anche per l’alimentare (+8,8%), il legno-mobile (+3,7%) e il tessile (+1,8%). Crescite più contenute per metalli (+0,8%) e meccanica (+0,7%). Unica variazione negativa per chimica e plastica (-0,5%).
- Imprese e territori
La ripresa coinvolge tutte le classi dimensionali, con le grandi imprese in testa (+8,4%), seguite dalle micro (+3,9%), medie (+1,7%) e piccole (+1,1%).
Sul piano territoriale guida Torino (+6,4%), davanti a Vercelli (+5,2%) e Novara (+4,0%). In crescita anche Biella (+1,8%) e Cuneo (+0,9%). Più deboli Verbano-Cusio-Ossola (-0,4%), Alessandria (-0,2%) e Asti (-0,6%).
- Fiducia in calo
Nonostante il recupero produttivo, il clima di fiducia resta improntato alla cautela: l’indice sintetico si ferma a 76,2 punti nel IV trimestre. Pesano le tensioni geopolitiche, l’incertezza sulle catene di fornitura e la volatilità dei costi energetici, fattori che continuano a frenare la propensione agli investimenti.
Il 2025 si chiude con un segnale di ritrovata vitalità per l’industria piemontese, trainata dai comparti ad alta intensità tecnologica e dall’export. Ma per consolidare la ripresa nel 2026 serviranno stabilità internazionale e sostegno agli investimenti in innovazione e transizione.
