Trainano aerospazio e alimentare, in calo metalli e Pmi. La manifattura piemontese chiude il secondo trimestre 2025 con una crescita moderata ma superiore alla media nazionale. Secondo l’indagine di Unioncamere Piemonte con Intesa Sanpaolo e UniCredit, la produzione industriale è salita dell’1,2% su base annua, mentre in Italia si è registrata una flessione.
A sostenere l’economia regionale, oltre all’industria, sono stati turismo e servizi, che hanno spinto il Pil piemontese a +0,2% (contro il -0,1% nazionale).
Settori. L’aerospazio segna la performance migliore (+4,7%), seguito da alimentare e bevande (+4,1%) e meccanica (+2,1%). Positive anche chimica (+1,4%) ed elettronica (+0,6%). Male invece metallurgia (-1,9%) e automotive.
Imprese. Crescono le grandi aziende (+5,8%) e le micro (+1,5%), mentre piccole (-0,1%) e medie (-0,2%) restano in stallo.
Province. Novara guida la classifica (+2,4%), seguita da Torino (+1,8%). Crescite più contenute per Cuneo, Alessandria e Asti. Vercelli resta ferma.
Banche e istituzioni ribadiscono l’importanza di innovazione, sostenibilità e mercati esteri per consolidare la ripresa.
Nonostante i segnali positivi su fatturato (+1,9%) e ordinativi (+2,3%), le imprese restano caute: pesano l’incertezza internazionale e le difficoltà di comparti chiave come metalli e automotive.
«Il Piemonte conferma la sua resilienza», commenta Gian Paolo Coscia, presidente di Unioncamere Piemonte.
