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Infermieri, Eurispes: la carenza di personale è un problema di mercato del lavoro inefficiente

Studio Oltre il lavoro dipendente. Nuovi modelli organizzativi del lavoro nell’area infermieristica”, realizzato da Eurispes, che propone di spostare il dibattito dalla semplice mancanza di personale alla necessità di ripensare l’organizzazione del lavoro nel settore sanitario.

Secondo l’analisi, il sistema presenta criticità strutturali che vanno oltre il fabbisogno di nuovi professionisti: precarietà, elevato turn-over, limitata mobilità, condizioni contrattuali poco attrattive e difficoltà nel riconoscimento dei titoli professionali convivono con carenze di organico e problemi di inserimento di nuove figure. Un quadro che, secondo Eurispes, evidenzia un problema di allocazione delle risorse più che di sola disponibilità di personale.

Lo studio sottolinea che l’Italia continua a registrare una dotazione di infermieri inferiore alla media europea e retribuzioni meno competitive rispetto ai principali Paesi Ocse. A ciò si aggiungono l’invecchiamento della forza lavoro e il crescente fenomeno dell’emigrazione professionale, con migliaia di infermieri che scelgono ogni anno di trasferirsi all’estero alla ricerca di migliori prospettive economiche e di carriera.

Per far fronte alla carenza di personale, il sistema sanitario ha fatto ricorso negli ultimi anni a misure emergenziali, tra cui procedure derogatorie per il reclutamento di personale. Soluzioni che, secondo Eurispes, non affrontano le cause strutturali del problema e non possono sostituire una riforma complessiva del mercato del lavoro infermieristico.

Tra le possibili soluzioni individuate dallo studio vi è lo sviluppo di modelli professionali alternativi al tradizionale lavoro dipendente. In particolare, Eurispes richiama il modello del convenzionamento, già adottato per i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, che consentirebbe di coniugare maggiore autonomia professionale, flessibilità organizzativa e integrazione con il Servizio sanitario nazionale, garantendo al tempo stesso tutele e regole certe.

L’istituto ricorda inoltre che questa impostazione era stata presa in considerazione nel dibattito sul disegno di legge relativo alle professioni sanitarie, attraverso proposte finalizzate a favorire forme di collaborazione libero-professionale e il riconoscimento delle prestazioni infermieristiche nei Livelli essenziali di assistenza (Lea).

Secondo Eurispes, il superamento dell’attuale crisi richiede un approccio strutturale fondato su programmazione, valorizzazione delle competenze e maggiore efficienza nell’organizzazione del lavoro. L’obiettivo, conclude lo studio, non è soltanto aumentare il numero degli infermieri, ma creare le condizioni per trattenerli nel sistema sanitario italiano, offrendo percorsi professionali più attrattivi e una migliore capacità di risposta ai bisogni di assistenza.

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