Lo sottolinea Confesercenti, che mette in guardia sui rischi legati al perdurare delle tensioni energetiche, aggravate dallo scenario geopolitico in Medio Oriente.
Secondo l’associazione, il contenimento dei prezzi è stato favorito anche dal taglio delle accise sui carburanti, ma resta evidente una tendenza all’accelerazione dell’inflazione già emersa nei primi mesi del 2026. Particolare attenzione andrà posta nelle prossime settimane all’andamento delle componenti più volatili, a partire da energia e carburanti, e ai possibili effetti di trascinamento su beni e servizi.
Con gli attuali livelli di prezzo di petrolio e gas, l’inflazione potrebbe infatti risalire fino al +2,9% nel 2026, con un impatto significativo sulla domanda interna: secondo le stime di Confesercenti, un simile aumento rischierebbe di cancellare circa 3,9 miliardi di euro di consumi.
I dati del primo trimestre confermano il quadro di pressione sui prezzi: rispetto a dicembre 2025, l’inflazione ha registrato un aumento dell’1,6%, in crescita rispetto all’1,1% dello stesso periodo dell’anno precedente. Ancora più marcato l’incremento per i beni ad alta frequenza d’acquisto, che raggiunge il 3,1%, segnalando una progressiva erosione del potere d’acquisto delle famiglie.
A pesare è soprattutto il comparto energetico, ancora soggetto a forti oscillazioni, con effetti destinati a proseguire anche nei prossimi mesi. Per aprile, infatti, si prevede un ulteriore incremento dei prezzi, mentre il protrarsi delle tensioni internazionali – in particolare il conflitto in Iran – continua a rappresentare un fattore di rischio rilevante.
Il quadro complessivo resta quindi fragile: il rischio è quello di compromettere il già debole recupero dei consumi, in un contesto in cui i costi incomprimibili assorbono ormai circa il 42% del bilancio delle famiglie italiane.
In questo scenario, Confesercenti chiede al Governo di affiancare agli interventi emergenziali – come la proroga del taglio delle accise – misure strutturali capaci di ridurre il peso fiscale e gli oneri di sistema sulle bollette. Parallelamente, viene sollecitata anche un’azione a livello europeo per contenere i costi delle materie prime energetiche, tra i più elevati nel continente.
