Al di là della marginale revisione al ribasso dell’inflazione di novembre, dai dati definitivi diffusi a metà dicembre dall’Istat emergono segnali complessivamente positivi sul fronte dei prezzi. È quanto sottolinea l’Ufficio Studi di Confcommercio, che invita a guardare oltre il dato di sintesi per cogliere elementi di maggiore rilievo.
Rispetto alle stime preliminari, spicca in particolare la sensibile revisione al ribasso della dinamica dei prezzi degli alimentari: la variazione congiunturale passa dal +0,5% della prima stima a un più contenuto +0,1% nel dato definitivo. Un risultato che conferma come i prezzi di questi prodotti siano sostanzialmente fermi dallo scorso agosto.
Questa correzione ha avuto effetti diretti anche sul cosiddetto “carrello della spesa”, i cui prezzi risultano stazionari rispetto a ottobre. Ancora più significativo è il dato tendenziale, ridottosi all’1,5% dall’1,9% stimato inizialmente. Per apprezzare la portata del rallentamento basta ricordare che ad agosto la crescita annua dei prezzi del carrello si attestava al 3,4%.
A completare il quadro delle buone notizie c’è l’ulteriore ridimensionamento, su base mensile, dell’inflazione di fondo, anch’essa rivista al ribasso. Un segnale che rafforza l’idea dell’assenza di tensioni inflazionistiche di carattere sistemico, non solo nella fase attuale ma anche in prospettiva.
Nel complesso, l’evoluzione dei prezzi al consumo delineata dai dati definitivi potrebbe avere ricadute positive sulla fiducia delle famiglie e contribuire a sostenere i consumi, a partire dal mese di dicembre e dal periodo natalizio in particolare. Un contesto che – secondo Confcommercio – rappresenta un elemento favorevole per la domanda interna in una fase ancora delicata per l’economia.

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