Arrivata in Italia nel 1979 con i servizi di wholesale banking rivolti alle imprese, Ing ha iniziato la propria espansione nella clientela privata nel 2001, introducendo il celebre Conto Arancio, tra i primi esempi di banking online nel mercato italiano. Un’esperienza che ha contribuito a modificare in profondità il rapporto degli italiani con i servizi bancari, anticipando di anni la trasformazione digitale poi accelerata dall’evoluzione tecnologica e dalla diffusione del mobile banking.
Secondo i dati diffusi dalla banca, dal 2007 a oggi Conto Arancio ha riconosciuto oltre 3,8 miliardi di euro di interessi ai risparmiatori italiani. Nel comparto credito immobiliare, Mutuo Arancio — lanciato nel 2004 come primo mutuo sottoscrivibile integralmente a distanza — ha accompagnato oltre 328 mila famiglie nell’acquisto di una casa, con più di 30 miliardi di euro erogati. A questi si aggiungono 1,9 miliardi di euro di prestiti personali concessi attraverso Prestito Arancio.
L’istituto sottolinea inoltre il peso crescente del canale digitale: negli ultimi cinque anni la “filiale digitale” di Ing ha registrato mediamente oltre 350 mila accessi al giorno. Un modello che oggi integra piattaforme online e reti fisiche di consulenza, con circa 650 professionisti tra consulenti finanziari e agenti in attività finanziaria.
Il rafforzamento nel private banking rappresenta ora il passaggio successivo della strategia italiana della banca. L’obiettivo è presidiare una fascia di clientela ad alta patrimonializzazione, intercettando la crescente domanda di consulenza evoluta, pianificazione finanziaria e gestione del patrimonio. Il segmento wealth management continua infatti a rappresentare uno dei comparti più dinamici del sistema bancario europeo, sostenuto dalla crescita della ricchezza finanziaria delle famiglie italiane.
L’annuncio arriva in un contesto in cui il digital banking è ormai parte integrante delle abitudini finanziarie degli italiani.
Secondo una ricerca YouGov realizzata per Ing People Insights Lab, il 55% degli italiani utilizza prevalentemente canali digitali per le operazioni bancarie, mentre il 30% dichiara di non recarsi mai in filiale. Solo il 10% utilizza frequentemente gli sportelli fisici.
La digitalizzazione non riguarda però soltanto i canali di accesso. Sei italiani su dieci ritengono che gli strumenti digitali abbiano migliorato la gestione del denaro, grazie soprattutto alla possibilità di monitorare saldo e spese in tempo reale. Il 62% afferma inoltre di avere oggi una maggiore consapevolezza delle proprie abitudini finanziarie rispetto al passato.
