L’Ungheria rappresenta una considerevole meta di investimento per le imprese italiane attive in diversi settori. A riprova della grande attrattiva esercitata dal paese europeo centro-orientale, nei primi sei mesi del 2023, sono 55 le nuove realtà italiane che hanno aperto le proprie attività nel paese.
Si può osservare una significativa diversificazione dei campi d’azione delle nuove società. È stata registrata la presenza di aziende italiane in 14 settori operativi sui 21 riconosciuti dal Governo ungherese. Tale diversità prova le molteplici opportunità di investimento esistenti in una vasta gamma di settori, da quelli legati all’automotive ed al commercio, a quelli legati a servizi professionali e tecnici. In dettaglio, il 38,5% delle nuove aziende è attivo nel campo del “Commercio all’Ingrosso e al Dettaglio e Riparazione di Autoveicoli e Motocicli”, seguono con il 21,2% le “Attività Professionali, Scientifiche e Tecniche”. Va tuttavia sottolineata una tendenza negativa nell’andamento degli ultimi anni. Se nei primi sei mesi di quest’anno si sono registrate 55 nuove aperture, nel primo semestre del 2022 erano state 74, e nel primo semestre del 2021 ben 85, una diminuzione del 35,29% in due anni.
Tra le motivazioni dietro una tale diminuzione rientra la nuova compliance policy adottata dalle banche operanti in Ungheria. Nel corso degli ultimi anni le procedure di compliance degli istituti bancari hanno reso l’apertura di nuovi conti correnti un processo più lungo ed incerto. La provenienza geografica dei manager fondatori riflette una concentrazione nelle regioni economicamente più attive d’Italia. La Lombardia è in testa, con il 21,95% delle aziende aperte negli ultimi due anni, seguita dall’Emilia-Romagna con il 11,75% e da Veneto e Lazio con il 9,5%. I forti collegamenti tra le regioni centro-nord italiane e l’Ungheria suggeriscono la presenza di reti di affari consolidate.
Budapest si dimostra il fulcro degli investimenti italiani in Ungheria, con quasi il 70% delle nuove società che hanno fatto della capitale la propria base operativa, la posizione strategica e la esistente infrastruttura avanzata rendono la più grande città d’Ungheria un centro ideale per nuovi investimenti. Gli investimenti italiani in Ungheria, seppur diminuiti, si mostrano attivi su diversi settori. Queste tendenze provano il paese quale destinazione di investimento significativa per le imprese italiane, con opportunità di crescita in vari settori e regioni del paese. Il monitoraggio attento di queste dinamiche potrebbe aiutare gli investitori a prendere decisioni più informate in futuro.
Con il costante obiettivo di supportare l’attività imprenditoriale italiana in Ungheria, Confindustria Ungheria ha tenuto in ottobre l’evento: “L’intelligenza artificiale nella pianificazione della produzione e della gestione logistica” presso la Vagheggi Academy di Budapest. Una riflessione approfondita sulle nuove possibilità per le aziende produttive connesse con uno strumento manageriale ancora relativamente poco diffuso. Itl Group si unisce agli sforzi di Confindustria Ungheria nel promuovere e sostenere l’imprenditoria in Ungheria, lavorando per favorire un ambiente imprenditoriale positivo. In un’ottica di riconoscimento e supporto di moderne ed etiche pratiche manageriali, Itl Group, studio di consulenza attivo a Budapest da 28 anni, assegnerà, per il terzo anno consecutivo, il premio Atlas Award, istituito come pubblico riconoscimento per gli imprenditori e le imprenditrici distintisi per il loro impegno nell’essere un esempio positivo nel mondo degli affari, tenendo in considerazione il proprio impatto globale.
Invito i lettori a far parte della community di leader ed aziende che condividono i nostri stessi valori, abbracciando l’approccio E.S.C. (Etico, Sostenibile, Creativo) sottoscrivendo il nostro manifesto.
Alessandro Farina
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