Nel corso della riunione, il focus principale ha riguardato gli effetti del conflitto in Medio Oriente sulle rotte commerciali globali e sulla stabilità delle catene di approvvigionamento, con particolare attenzione alla situazione nello Stretto di Hormuz.
La sottosegretaria ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza dei progetti infrastrutturali strategici europei, come il Corridoio Imec, considerato uno strumento chiave per rafforzare la resilienza delle rotte commerciali e ridurre le dipendenze critiche.
Nel dibattito sui negoziati commerciali in corso tra Ue e Paesi terzi – tra cui Emirati Arabi Uniti, Filippine, Thailandia e Malesia – Tripodi ha ribadito la necessità di una politica commerciale europea più ambiziosa e diversificata.
Secondo la sottosegretaria, l’Unione europea deve accelerare la diversificazione dei partenariati economici e delle catene di approvvigionamento per fronteggiare l’attuale fase di incertezza globale, caratterizzata da tensioni geopolitiche persistenti e rischi crescenti per il commercio internazionale.
“La situazione nello Stretto di Hormuz ha determinato un ulteriore deterioramento del contesto geoeconomico dell’Unione europea, aggravando vulnerabilità strutturali già esistenti”, ha dichiarato Tripodi, sottolineando come il quadro attuale evidenzi una crescente instabilità del commercio globale.
