L’iniziativa coinvolge oltre 7.000 Pmi clienti della Divisione Banca dei Territori e si inserisce nella strategia della Direzione Agribusiness, con l’obiettivo di accompagnare uno dei comparti più rappresentativi del Made in Italy agroalimentare.
Nel dettaglio, la banca punta a sostenere investimenti in innovazione, sostenibilità e crescita dimensionale, oltre a percorsi di rafforzamento competitivo sui mercati esteri. Circa 600 imprese agroalimentari sono considerate potenzialmente pronte ad accedere a strumenti avanzati di corporate finance, tra cui operazioni di M&A, Ipo, finanza strutturata e ricambio generazionale.
Secondo Massimiliano Cattozzi, la combinazione tra credito e consulenza specialistica rappresenta un fattore chiave per affrontare un contesto globale caratterizzato da elevata incertezza, supportando le imprese anche nei processi di transizione digitale ed energetica.
Tra gli strumenti messi a disposizione figura anche il pegno rotativo sui prodotti a denominazione, che nel comparto agroalimentare ha raggiunto circa 66 milioni di euro erogati, di cui 25,4 milioni sul vino Doc/Docg/Ig, a sostegno della liquidità delle imprese.
La Direzione Agribusiness conta oltre 1.100 specialisti e 250 punti operativi sul territorio nazionale e ha erogato dalla sua costituzione nel 2021 oltre 9,5 miliardi di euro di finanziamenti a medio-lungo termine, consolidando il proprio ruolo di piattaforma dedicata al settore agroalimentare.
Sul piano macroeconomico, il Research Department della banca evidenzia come l’Italia si confermi nel 2025 primo produttore mondiale di vino con 47,4 milioni di ettolitri, davanti a Francia e Spagna. Il Paese resta inoltre primo esportatore mondiale in volume e secondo in valore, nonostante una lieve flessione delle esportazioni, che si attestano a 7,8 miliardi di euro.
