Obiettivo Italia 2025, di Intesa Sanpaolo fa tappa a Napoli, rafforzando il confronto con le imprese delle filiere strategiche del Paese. L’incontro ha registrato la presenza di oltre 60 rappresentanti del mondo imprenditoriale del Mezzogiorno, che si sono aggiunti ai circa 230 presenti nelle tappe di Vicenza, Firenze, Lonato del Garda e Torino.
Al centro dell’evento sono stati trattati temi legati allo scenario macroeconomico e alle sue rapide evoluzioni, la necessità della gestione dei rischi come leva strategica, l’influenza dei costi dell’energia e i percorsi in chiave sostenibile, fino alle nuove frontiere del digitale.
Nella Region Sud, l’Italian Network della Divisione Imi Corporate & Investment Banking opera attraverso i centri corporate di Napoli e Bari–Palermo con una squadra di 26 professionisti. L’area presidia sei regioni geografiche (Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata, Calabria, Sardegna) e segue oltre 900 aziende riconducibili a circa 210 gruppi commerciali.
Gli impieghi medi per cassa nel 2024 ammontano a 3 miliardi di euro
Nelle prossime settimane Obiettivo Italia 2025 ha in programma tappe a Milano, Bologna e Roma, a conferma del ruolo della Divisione Imi Cib come partner di riferimento per la crescita e la trasformazione delle imprese italiane. Lo scenario macroeconomico in tempi di incertezza. Le priorità per il tessuto economico italiano e campano Secondo le analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo, l’impatto dei dazi sul sistema manifatturiero italiano potrà essere mitigato dalla qualità dei prodotti italiani e dalle strategie di diversificazione delle imprese riguardanti i mercati di sbocco dell’export italiano.
L’Italia, insieme alla Germania, è l’economia europea più esposta sul mercato Usa: gli Stati Uniti assorbono il 10,4% dell’export italiano. Anche la Campania è particolarmente attiva su questo mercato: nel 2024 l’export verso gli Stati Uniti è stato pari a 1,9 miliardi di euro, corrispondente al 9% circa del totale esportato dalla regione.
Al primo posto per valori esportati dalle imprese della regione verso gli Stati Uniti si colloca l’Agro-alimentare con 913 milioni di euro (+111 milioni rispetto al 2023).
Segue l’Automotive, con 326 milioni (ma erano 997 milioni nel 2023, quando era il primo settore per export campano verso gli Usa). Al terzo posto il Sistema moda (114 milioni, 5 in meno rispetto al 2023), poi l’Aerospazio con 94 milioni (252 milioni nel 2023), la Meccanica (83 milioni, in calo di 39 milioni) e l’Elettrotecnica e gli elettrodomestici (76 milioni, +25 milioni rispetto al 2023).
Tra questi settori, l’incidenza degli Usa sul totale esportato è particolarmente elevata per Automotive (20%) e Agro-alimentare (16%), è di circa il 13% per Aerospazio e Meccanica, mentre per il Sistema Moda si colloca all’11%. L’importanza del mercato americano è confermata dall’ampio avanzo commerciale realizzato dalla Campania negli Usa nel 2024, che è stato pari a 1,1 miliardi di euro. Grazie a un’indagine interna condotta con i colleghi di Intesa Sanpaolo che si occupano di internazionalizzazione è stato possibile individuare le reazioni delle imprese ai dazi americani. Emerge una forte reattività delle imprese italiane e campane che, di fronte alla minaccia di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti, stanno cercando nuovi clienti in altri mercati. Al contempo, emerge l’interesse da parte degli operatori italiani ad aprire nuove filiali commerciali e produttive proprio negli Stati Uniti.
“Il Mezzogiorno si è affermato negli ultimi anni come un polo attrattivo per capitali sia pubblici sia privati, beneficiando di una molteplicità di interventi infrastrutturali, industriali e tecnologici ed evidenzia filiere solide, innovative e sempre più aperte ai mercati internazionali” ha dichiarato Michele Sorrentino, Responsabile Imi Cib Italian Network di Intesa Sanpaolo.
