L’inflazione continua a incidere sul potere d’acquisto delle famiglie, ma non arresta la ripresa dei consumi. È la lettura di Confcommercio dei dati Istat sulle vendite al dettaglio di maggio, che evidenziano un quadro di moderata crescita della domanda interna nonostante il rialzo dei prezzi dei beni essenziali.
Nei primi cinque mesi del 2026 le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% in volume rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un andamento che, secondo Confcommercio, si affianca alla crescita delle immatricolazioni di autovetture, confermando una graduale ripresa della propensione alla spesa delle famiglie.
L’associazione sottolinea inoltre come il miglioramento delle vendite si stia progressivamente estendendo a diverse categorie del comparto non alimentare, segnale di una domanda più diffusa dopo un lungo periodo di debolezza.
Permangono tuttavia forti criticità nella struttura distributiva. Alla crescita del commercio elettronico continua infatti a contrapporsi la difficoltà dei piccoli esercizi commerciali, in particolare quelli del comparto alimentare, che risentono maggiormente della pressione sui margini e del cambiamento delle abitudini di acquisto.
Il quadro delineato dai dati Istat conferma un’economia che, pur frenata dall’incertezza e dalla persistenza delle tensioni inflazionistiche, continua a mostrare segnali di tenuta della domanda interna. La sfida resta quella di trasformare questa ripresa in una crescita più equilibrata, evitando che il divario tra grandi operatori e commercio di prossimità continui ad ampliarsi.
