L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si è attestato al 7,8% del Pil, in miglioramento rispetto al -8,4% registrato nello stesso periodo del 2025. Migliora anche il saldo primario, che esclude la spesa per interessi, con un disavanzo pari al 4,4% del Pil, contro il 4,7% di un anno prima. Lo rende noto l’Istat.
In miglioramento anche il saldo corrente delle Amministrazioni pubbliche, che si attesta al –2,9% del Pil, rispetto al -3,3% del primo trimestre 2025.
Sul fronte delle entrate, la pressione fiscale sale al 37,6%, con un incremento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Per quanto riguarda le famiglie, il reddito disponibile aumenta dell’1,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi finali crescono dell’1,4%. La dinamica ha favorito un incremento della propensione al risparmio, salita all’8%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto agli ultimi tre mesi del 2025.
Tenendo conto di una crescita dello 0,8% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie registra un incremento dello 0,8% su base congiunturale.
Sul versante delle imprese, la quota di profitto delle società non finanziarie si riduce al 42,8%, in calo di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Contestualmente, cresce la propensione agli investimenti: il tasso di investimento sale infatti al 24,9%, con un aumento di 0,3 punti percentuali, segnalando una maggiore intensità degli investimenti nonostante la lieve flessione della redditività.
