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Istat relaziona alla Commissione Europea lo stato dell’indebitamento delle Amministrazioni Pubbliche

I livelli dell’indebitamento netto, del debito pubblico e di altre grandezze di finanza pubblica vengono trasmessi alla Commissione Europea in applicazione del Protocollo sulla Procedura per i Disavanzi Eccessivi (Pde) annesso al Trattato di Maastricht.

In base al Pde, i Paesi europei devono comunicare, alla Commissione Europea, due volte all’anno (entro il 31 Marzo e il 30 Settembre) i livelli dell’indebitamento netto, del debito pubblico e di altre grandezze di finanza pubblica relative ai quattro anni precedenti, nonché le previsioni ufficiali degli stessi per l’anno in corso. Sulla Notifica trasmessa dall’Italia non sono state espresse riserve.

I dati relativi a indebitamento netto e debito delle Ap costituiscono le principali grandezze di riferimento per le politiche di convergenza della Commissione per l’Unione Economica e Monetaria (Uem) e sono stimati rispettivamente dall’Istat e dalla Banca d’Italia. Vengono inoltre forniti gli elementi di riconciliazione tra la variazione del debito delle Ap e l’indebitamento netto e tra quest’ultimo e il fabbisogno del settore pubblico, calcolato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Tutti i dati, riferiti ai consuntivi per gli anni 2020-2023, sono sottoposti al processo di verifica condotto da Eurostat e coordinato, a livello nazionale, dall’Istat. Non sono, invece, qui riportate le previsioni ufficiali elaborate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per il 2024 che non sono inserite in tale processo.

I dati dell’indebitamento netto delle Ap per gli anni 2020-2023 sono elaborati in conformità alle regole fissate dal regolamento della Commissione Ue n.549/2013 (Sistema Europeo dei Conti – Sec 2010), entrato in vigore il 1° settembre 2014, e dal Manuale sul disavanzo e sul debito pubblico, edizione 2022. I dati contenuti in questa nota si differenziano da quelli diffusi lo scorso 5 aprile (Conto trimestrale delle Amministrazioni pubbliche, reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società) in quanto tengono conto di nuove informazioni resesi nel frattempo disponibili. In particolare, questa nuova versione dei conti recepisce le più recenti evidenze quantitative sulla spesa per i crediti d’imposta connessi al cosiddetto Superbonus, dal momento che il 4 aprile 2024 è scaduto il termine per comunicare all’Agenzia delle Entrate la scelta di avvalersi della cessione del credito o dello sconto in fattura. Si ritiene utile precisare che tali nuove informazioni non sono ancora definitive per una possibile fisiologica stabilizzazione del dato di base nei prossimi mesi. Rispetto ai conti dello scorso 5 aprile, la nuova versione vede un peggioramento dell’indebitamento netto in rapporto al Pil di 0,2 punti percentuali.

Nel 2023 l’indebitamento netto delle Ap (-154.124 milioni di euro) è stato pari al -7,4% del Pil, in diminuzione di circa 13,8 miliardi rispetto al 2022 (-167.958 milioni di euro, corrispondente al -8,6% del Pil). Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato negativo e pari al -3,6% del Pil, con un miglioramento di 0,7 punti percentuali rispetto al 2022. La spesa per interessi che, secondo le attuali regole di contabilizzazione, non comprende l’impatto delle operazioni di swap, è stata pari al 3,8% del Pil, mostrando una decrescita di -0,5 punti percentuali rispetto al 2022.

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