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Istruzione: obiettivo europeo di sviluppo sostenibile per aumentare le competenze a favore dell’occupazione

Il divario tra donne e uomini è significativo, con un tasso di istruzione terziaria del 49,8% per le donne e del 38,6% per gli uomini.

Obiettivo dell’Ue è quello di garantire a tutti l’accesso a un’istruzione di qualità per tutto l’arco della vita, nonché ad aumentare il numero di giovani e adulti dotati delle competenze necessarie per l’occupazione, lavori dignitosi e l’imprenditorialità.

Uno degli indicatori Eurostat utilizzati per misurare i progressi verso l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 4 è il tasso di conseguimento dell’istruzione terziaria, che misura la quota di popolazione di età compresa tra 25 e 34 anni che ha completato un titolo di studio superiore. Nel 2024, il tasso di conseguimento dell‘istruzione terziaria nell’Ue era del 44,1%, con un aumento significativo rispetto al 39,6% registrato nel 2019. Ciò significa che l’Ue è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo del quadro strategico dell’istruzione per il 2030, che prevede di aumentare la quota ad almeno il 45%.

Tra i paesi dell’Ue, nel 2024, Irlanda (65,2%), Lussemburgo (63,8%) e Cipro (60,1%) avevano i tassi di conseguimento dell’istruzione terziaria più elevati, mentre Romania (23,2%), Italia (31,6%) e Ungheria (32,3%) avevano i tassi più bassi.

Il divario tra donne e uomini nell’Ue è significativo, con un tasso di istruzione terziaria del 49,8% per le donne e del 38,6% per gli uomini. Le giovani donne hanno ottenuto risultati migliori degli uomini in termini di istruzione terziaria in tutta l’Ue. Il divario più ampio, superiore a 20 punti percentuali, è stato registrato in Slovenia (55,7% per le donne contro il 32,0% per gli uomini), Lettonia (56,8% contro il 33,9%), Estonia (53,9% contro il 32,3%) e Croazia (50,1% contro il 29,6%).

Il divario dell’istruzione tra donne e uomini più ampio, superiore a 20 punti percentuali, è stato registrato in Slovenia (55,7% per le donne contro il 32,0% per gli uomini), Lettonia (56,8% contro il 33,9%), Estonia (53,9% contro il 32,3%) e Croazia (50,1% contro il 29,6%).

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