L’Italia si conferma tra i principali partner economici della Serbia, con oltre 1.200 imprese presenti nel Paese e un ruolo di primo piano negli investimenti esteri. Dall’automotive all’agroalimentare, fino a intelligenza artificiale, biotecnologie e transizione energetica, il rapporto bilaterale guarda alla crescita degli scambi commerciali e alle opportunità offerte dall’ Expo che si svolgerà dal 15 maggio al 15 agosto 2027, a Belgrado. Per parlare dei rapporti bilaterali tra ii nostri due Paesi, abbiamo intervistato Mirjana Jeremić, dal 2024 ambasciatrice di Serbia in Italia, San Marino e Malta.
Commercio italia- Serbia, quali sono i punti fondamentali che trainano il sistema bilaterale?
Le relazioni economiche tra Serbia e Italia rappresentano uno dei pilastri più solidi e dinamici del partenariato tra i due Paesi. Il quadro bilaterale si inserisce nel contesto del Partenariato Strategico avviato nel 2009 a Roma, con un dialogo politico regolare e ad alto livello. L’Italia si colloca da decenni stabilmente tra i primi tre partner commerciali della Serbia, confermando la continuità e la profondità delle relazioni economiche.
I fattori chiave sono la vicinanza geografica, i legami storici e culturali e la complementarità delle economie. L’Italia è inoltre tra i principali investitori esteri in Serbia, con oltre 1.200 aziende attive che contribuiscono alla crescita economica, all’occupazione e al trasferimento di competenze e tecnologie. Un ruolo rilevante è svolto dalle piccole e medie imprese italiane, integrate nelle catene produttive locali. La Serbia si conferma una piattaforma produttiva e logistica competitiva nei Balcani occidentali, con un contesto stabile e orientato all’innovazione e alla transizione digitale.
Gli scambi culturali tra le due Nazioni, sono presenti e in quale modo? L’Italia con il suo patrimonio riesce a dare il proprio contributo?
I rapporti culturali tra Serbia e Italia sono intensi e rappresentano una dimensione fondamentale delle relazioni bilaterali. Si sviluppano attraverso scambi accademici, cooperazione scientifica, mostre, concerti, festival e progetti congiunti. L’Italia, con il suo straordinario patrimonio culturale e artistico, contribuisce in modo significativo al dialogo interculturale europeo, mentre la Serbia valorizza la propria tradizione e la scena culturale contemporanea. La cultura resta un ponte stabile tra i due Paesi e rafforza anche la cooperazione nei settori dell’istruzione, della creatività e dell’innovazione.
L’Italia si posiziona come terzo partner commerciale della Serbia, hub fondamentale per le imprese italiane nei Balcani, quali sono le previsioni economico-commerciali per il 2026? Qual è il focus del commercio bilaterale tra Italia ed il vostro Paese?
Le prospettive per il 2026 sono positive, con crescita degli scambi e ulteriore rafforzamento della cooperazione industriale. Il commercio bilaterale si concentra su settori manifatturiero, automotive, meccanico, tessile, agroalimentare ed energia, con crescente attenzione a innovazione, digitalizzazione ed economia verde. La Serbia si è affermata come una delle economie più dinamiche dell’Europa sud-orientale, attirando circa il 63% degli investimenti diretti esteri nei Balcani occidentali, grazie a stabilità macroeconomica e riforme strutturali.
Un ulteriore impulso sarà rappresentato da Expo 2027 Belgrade, che offrirà una piattaforma internazionale per investimenti e cooperazione nei settori strategici del futuro.
Quali sono i settori più promettenti per un imprenditore italiano che vuole investire in Serbia?
Accanto ai settori tradizionali emergono nuove opportunità in Ict, intelligenza artificiale, biotecnologie, economia digitale e transizione verde. La Serbia si consolida come hub Ict regionale grazie a forza lavoro qualificata e a un ecosistema innovativo in crescita, sostenuto dalla cooperazione scientifica, centri di ricerca e imprese. Particolare rilievo assume il progetto Bio4 Campus di Belgrado, dedicato a biotecnologie e innovazione scientifica. Per gli investitori italiani, la Serbia rappresenta non solo un mercato in espansione, ma anche una piattaforma produttiva e logistica strategica per l’accesso ai mercati regionali ed europei, con oltre 1.200 aziende italiane già presenti.
La maggior parte degli scambi commerciali serbi si svolge con i membri dell’Unione Europea. Quali saranno le prospettive nel futuro della Serbia?
L’Unione Europea rappresenta il principale partner economico e commerciale della Serbia con circa due terzi del totale degli scambi esteri e una quota ancora più rilevante degli investimenti diretti esteri. In questo modo continuerà a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo del Paese. L’integrazione europea rimane una priorità strategica della Serbia, accompagnata dall’impegno costante nel processo di riforme economiche e istituzionali.
La Serbia prosegue il percorso di riforme e integrazione europea con l’obiettivo di diventare un partner sempre più competitivo e stabile nello spazio economico europeo. Allo stesso tempo, la Serbia continuerà a promuovere una politica di cooperazione aperta con tutti i partner internazionali, contribuendo stabilità e prosperità della regione dei Balcani occidentali.
Alla fine, è importante sottolineare che il percorso di integrazione europea della Serbia dura ormai da molti anni. Tra i cittadini serbi è presente una crescente aspettativa di vedere risultati più concreti e tangibili del processo di adesione. Esiste talvolta la percezione che i criteri e le dinamiche del processo di allargamento non vengano applicati con la stessa intensità in tutte le situazioni, il che può generare frustrazione nell’opinione pubblica.
Ciò nonostante, la Serbia rimane fermamente impegnata nel proprio percorso europeo e attribuisce grande valore al sostegno ricevuto dai partner che hanno costantemente sostenuto la politica di allargamento. In particolare, desideriamo esprimere il nostro sincero apprezzamento all’Italia e agli altri Stati membri che hanno sostenuto e continuano a sostenere l’integrazione europea della Repubblica di Serbia.
Valeria Bartolini
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