È il messaggio lanciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel corso della sua missione istituzionale negli Stati Uniti, durante l’incontro con imprese americane presso la Us Chamber of Commerce.
Nel confronto con la vicepresidente Marjorie Chorlins e i rappresentanti del mondo industriale Usa, Urso ha sottolineato come l’Italia offra un contesto stabile, competitivo e fortemente orientato all’innovazione, grazie a una solida base manifatturiera e a un ecosistema favorevole a ricerca e sviluppo. L’obiettivo è consolidare una relazione economica transatlantica sempre più integrata, incentivando nuove iniziative produttive sul territorio italiano.
I dati confermano il trend positivo: gli investimenti diretti statunitensi verso l’Italia sono cresciuti del 41,2% tra il 2022 e il 2025, per un incremento complessivo di 7,7 miliardi di euro, contribuendo in modo significativo all’aumento generale degli investimenti esteri nel Paese (+16,8%).
Sul fronte operativo, la missione ha già prodotto risultati concreti. Tra questi, l’interlocuzione con IonQ, azienda leader nel quantum computing, pronta ad annunciare un investimento da 1 miliardo di euro in cinque anni, con la creazione di circa 300 posti di lavoro per sviluppare una presenza industriale in Italia nel settore delle tecnologie quantistiche.
Parallelamente, la statunitense Kinzbio Inc. ha manifestato l’intenzione di investire fino a 300 milioni di euro nel comparto biotech-healthcare, con la realizzazione di uno stabilimento avanzato dedicato allo sviluppo e alla produzione di terapie innovative, incluse soluzioni antimicrobiche di nuova generazione.
Secondo Urso, si tratta di segnali concreti della crescente attrattività dell’Italia nei comparti tecnologicamente più avanzati. “Possiamo costruire insieme filiere industriali sicure, innovative e competitive a livello globale”, ha affermato il ministro, evidenziando il ruolo strategico della cooperazione industriale tra i due Paesi.
