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Italia–Uzbekistan, il Politecnico di Torino protagonista nella cooperazione su innovazione e ricerca

L’Ateneo torinese è infatti l’unico ad aver ottenuto due progetti approvati sui dieci selezionati tra oltre 200 proposte presentate.

Il risultato è stato annunciato in occasione del “2nd Rectors’ Forum of Italian and Uzbek universities”, svoltosi il 18 febbraio a Roma nell’ambito dell’incontro bilaterale “Innovation and academic cooperation between Italy and Uzbekistan. State of the art and new perspectives for the future”, alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del Ministro uzbeko dell’Higher Education, Science and Innovation Kongratbay Sharipov.

A rappresentare il Politecnico di Torino erano il Rettore Stefano Corgnati e il Vicerettore per l’Internazionalizzazione Alberto Sapora.

Partner strategico dei progetti è il Turin Polytechnic University in Tashkent, consolidando un modello di cooperazione strutturata che integra formazione avanzata, ricerca applicata e trasferimento tecnologico.

Il primo progetto selezionato, Novabone, è coordinato dal Politecnico di Torino (referente il professor Francesco Baino – Disat) in collaborazione con Politecnico di Milano, la Turin Polytechnic University in Tashkent e il Tashkent State Dental Institute. L’iniziativa punta allo sviluppo di vetri bioattivi ad alto valore aggiunto per la rigenerazione ossea, attraverso la progettazione di scaffold porosi per l’ingegneria tissutale e rivestimenti bioattivi per migliorare l’osteointegrazione di impianti metallici. I prototipi saranno caratterizzati dal punto di vista fisico-meccanico e sottoposti a test in vivo, con potenziali ricadute cliniche e industriali nel settore biomedicale.

Il secondo progetto, W4gC – Water for Growing Cities, coordinato dal Politecnico (referente il professor Riccardo Vesipa – Diati) insieme alla Turin Polytechnic University in Tashkent e all’Università degli Studi G. D’Annunzio Chieti-Pescara, mira a sviluppare un modello di distretto a neutralità idrica per le città del futuro. Il programma prevede l’analisi del ciclo idrologico urbano, la valutazione di tecnologie come tetti e pareti verdi o sistemi di raccolta delle acque piovane, e la definizione di linee guida per soluzioni innovative integrate con IoT e smart city. L’obiettivo è ridurre il rischio idrogeologico, migliorare l’approvvigionamento idrico e promuovere la chiusura del ciclo dell’acqua in ambito urbano.

Nel loro insieme, i due progetti testimoniano una strategia che coniuga ricerca di frontiera, sostenibilità e cooperazione internazionale, rafforzando il posizionamento del Politecnico di Torino come hub di eccellenza scientifica e tecnologica con proiezione globale, in particolare verso i mercati emergenti dell’Asia centrale.

Siamo molto soddisfatti di questo risultato – ha commentato Corgnati – perché rappresenta il cambio di passo che caratterizza il nostro approccio in Uzbekistan: da una focalizzazione sull’education a una combinazione sempre più integrata di education & research”. Sapora ha sottolineato come il risultato sia il frutto di un lavoro di squadra consolidato e come il Politecnico rappresenti oggi un riferimento universitario in tutta l’Asia centrale.

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