La conferma è arrivata dal ministro dell’Energia kazako, Yerlan Akkenzhenov, a margine del Forum Economico Eurasiatico.
Il progetto, spesso ricondotto alla possibile infrastruttura nota come Power of Siberia 2, è ancora in fase di discussione e potrebbe assumere una denominazione diversa nella sua configurazione finale. Astana, tuttavia, ha espresso interesse affinché il tracciato attraversi il territorio kazako, evidenziando i benefici economici e strategici legati al transito.
Secondo il ministro, l’infrastruttura avrebbe anche un impatto diretto sullo sviluppo energetico nazionale, consentendo un ampliamento della rete di distribuzione del gas nelle regioni settentrionali e orientali del Paese, attualmente meno servite.
Il progetto si inserisce nel più ampio riassetto delle rotte energetiche eurasiatiche, con un progressivo rafforzamento dei flussi tra Russia e Cina e un ruolo crescente dei Paesi di transito dell’Asia centrale. Per il Kazakistan, la possibile infrastruttura rappresenterebbe un’opportunità per consolidare la propria funzione di hub energetico regionale e ottenere nuove entrate legate al transito.
«Desideriamo che questo transito passi attraverso il nostro territorio. Siamo pronti a fornire tutte le condizioni e le garanzie necessarie, oltre a un ulteriore consumo interno», ha dichiarato Akkenzhenov. «Questo gasdotto sarà importante per noi perché consentirà finalmente di rifornire di gas le regioni settentrionali e orientali del Kazakistan», ha aggiunto.
