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Kazakistan, l’inflazione a maggio scende al 10,4%, segnali di stabilizzazione per l’economia

Secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica, nel mese di maggio l’indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento del 10,4% su base annua, in lieve diminuzione rispetto al 10,6% rilevato ad aprile. Il dato risulta sostanzialmente in linea con le attese del mercato, che prevedevano un valore compreso tra il 10,2% e il 10,6%.

Su base mensile, invece, i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,7%, evidenziando come le pressioni inflazionistiche restino presenti nell’economia kazaka, seppur con un’intensità inferiore rispetto a quella osservata nei mesi precedenti. La decelerazione registrata a maggio rappresenta infatti l’ennesimo tassello di un percorso di progressiva normalizzazione iniziato all’inizio dell’anno.

L’analisi delle diverse componenti del paniere mostra come il principale contributo al rallentamento sia arrivato dal comparto alimentare, tradizionalmente uno dei più sensibili alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime e ai costi della logistica. I prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 10,7% su base annua, in calo rispetto all’11,3% registrato ad aprile. Sebbene il livello rimanga elevato, il dato suggerisce un graduale allentamento delle tensioni che avevano caratterizzato il settore negli ultimi mesi.

Più stabile la situazione nel comparto dei beni non alimentari, dove l’inflazione è rimasta invariata all’11,7%. Questa componente continua a riflettere l’impatto dei costi di produzione, delle importazioni e della domanda interna, che rimangono fattori determinanti per l’andamento dei prezzi al dettaglio.

Anche il settore dei servizi a pagamento ha evidenziato segnali di moderazione. L’incremento annuo dei prezzi si è attestato all’8,7%, in lieve calo rispetto all’8,9% del mese precedente. La dinamica suggerisce una progressiva attenuazione delle pressioni sui costi dei servizi, elemento che potrebbe contribuire ulteriormente alla stabilizzazione dell’inflazione nei prossimi mesi.

L’andamento registrato a maggio conferma una tendenza che si osserva ormai da diversi mesi. A inizio anno l’inflazione si attestava infatti al 12,2% a gennaio, per poi scendere all’11,7% a febbraio, all’11% a marzo e al 10,6% ad aprile, fino all’attuale 10,4%. Si tratta di un percorso di riduzione graduale ma costante, che evidenzia una minore intensità delle spinte inflazionistiche rispetto ai livelli più elevati raggiunti negli ultimi anni.

Per le autorità economiche del Paese, il rallentamento dei prezzi rappresenta un segnale incoraggiante. Un’inflazione più contenuta può infatti contribuire a sostenere il potere d’acquisto delle famiglie, favorire la fiducia dei consumatori e creare condizioni più favorevoli per gli investimenti e la crescita economica.

Tuttavia, nonostante il miglioramento registrato negli ultimi mesi, il livello dell’inflazione rimane ancora significativamente superiore agli obiettivi di lungo periodo perseguiti dalla politica monetaria. Per questo motivo, gli osservatori ritengono che la banca centrale continuerà a mantenere un approccio prudente, monitorando attentamente l’evoluzione dei prezzi, della domanda interna e del contesto economico internazionale.

Le prossime rilevazioni saranno quindi particolarmente importanti per valutare se la fase di rallentamento potrà consolidarsi nel corso della seconda metà dell’anno. Molto dipenderà dall’andamento dei prezzi energetici, dalle condizioni dei mercati globali delle materie prime e dalla capacità dell’economia kazaka di mantenere un equilibrio tra crescita e stabilità dei prezzi.

Nel complesso, il dato di maggio rafforza l’idea che il Kazakistan stia attraversando una fase di progressiva normalizzazione del quadro inflazionistico. Pur restando su livelli ancora elevati, la dinamica dei prezzi appare oggi più controllata rispetto all’inizio dell’anno, offrendo prospettive più favorevoli per la stabilità macroeconomica del Paese nei prossimi trimestri.  (Ice Almaty)

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