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Kenya, missione economica italiana per accelerare investimenti e sviluppo sostenibile

E’ questo il bilancio della missione del Sistema italiano della Cooperazione allo sviluppo in Kenya, svoltasi dal 24 al 27 marzo 2026 nel quadro del Piano Mattei, che conferma il Paese come snodo chiave per la proiezione economica italiana nel continente.

Guidata dal Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Stefano Gatti, la delegazione – composta da oltre 70 rappresentanti tra istituzioni, imprese e società civile – ha consolidato un modello di cooperazione integrata sempre più orientato alla crescita sostenibile e agli investimenti.

Tra i principali ambiti di intervento emerge il rafforzamento delle filiere agroalimentari, leva centrale per lo sviluppo inclusivo. In questo contesto si inserisce l’avvio del Coffee Training Centre nell’ambito dell’Act Coffee Programme, con l’obiettivo di migliorare qualità, produttività e accesso ai mercati per i produttori locali, favorendo al contempo l’integrazione del Kenya nelle catene globali del valore attraverso il trasferimento di competenze e tecnologie italiane.

Parallelamente, si consolida l’impegno sul fronte dello sviluppo urbano sostenibile con il rafforzamento dell’iniziativa “Green Cities”, attiva nelle città di Nairobi e Kisumu, focalizzata su gestione dei rifiuti, urbanizzazione verde ed efficienza dei sistemi alimentari urbani. Si tratta di ambiti che aprono spazi rilevanti per le imprese italiane nei settori ambientali, energetici e infrastrutturali.

La dimensione economica della missione si è espressa pienamente durante la partecipazione alla Kenya International Investment Conference, piattaforma strategica per il dialogo tra investitori e istituzioni. In questa sede, l’Italia ha promosso le proprie eccellenze industriali – in particolare nel comparto del pellame – e ha avviato nuove interlocuzioni in ambiti ad alto potenziale come l’intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti.

La missione ha inoltre evidenziato un approccio “di sistema” che integra attori pubblici e privati, enti territoriali e organizzazioni internazionali, superando la distinzione tra cooperazione allo sviluppo e diplomazia economica e puntando su strumenti finanziari, cooperazione tecnica e promozione industriale.

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