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La Cina invita il mondo a cogliere nuove opportunità. Intervista a Li Xiaoyong Ambasciata cinese in Italia

Il 2026 segna l’inizio del quindicesimo piano quinquennale che rappresenta il nuovo quadro di sviluppo della Cina ed è anche un invito alla cooperazione globale.

Ministro Li, quali opportunità offrirà questo nuovo ciclo di programmazione?

Nei prossimi cinque anni, la Cina invita il mondo a condividere tre grandi opportunità:

In primo luogo, la stabilità economica. Nel contesto internazionale attuale, segnato da turbolenze e trasformazioni, le economie dei vari Paesi subiscono in misura diversa l’impatto delle tensioni geopolitiche e del protezionismo. Tuttavia, l’economia cinese poggia su fondamenta solide, mostra una forte resilienza e un ampio potenziale, e la sua tendenza positiva di lungo periodo non è cambiata. Negli ultimi cinque anni, il Pil  è cresciuto in media del 5,4% annuo, superando i 140 mila miliardi di yuan. Pur rappresentando circa il 17% dell’economia mondiale, la Cina ha contribuito a circa il 30% della crescita globale, superando la somma dei Paesi del G7.

In secondo luogo, lo sviluppo di alta qualità. Negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati innovativi e significativi nei settori dei veicoli a nuova energia, dell’intelligenza artificiale, della tecnologia quantistica e delle scienze biologiche, diventando uno dei principali poli mondiali dell’innovazione.

Le auto elettriche cinesi sono ai vertici nelle vendite sul mercato italiano Nel campo dell’Ia, numerosi modelli avanzati, stanno emergendo in diversi ambiti, offrendo una risposta cinese  all’innovazione tecnologica. I robot intelligenti hanno portato il kung fu cinese sul palcoscenico del Gala della Festa di Primavera, attirando l’attenzione mondiale con la loro rapida evoluzione. In futuro svilupperemo nuove forme di economia intelligente, rafforzando nuovi motori di crescita, rappresentati dalle nuove forze produttive di qualità, e promuovendo industrie del futuro quali l’intelligenza incarnata, le interfacce cervello-computer e il 6G.

In terzo luogo, l’apertura di alto livello. L’apertura costituisce una caratteristica distintiva della modernizzazione cinese ed è la via inevitabile per realizzare uno sviluppo di alta qualità. Negli ultimi anni, il livello di apertura della Cina è cresciuto costantemente: il Paese è il principale partner commerciale di oltre 160 Paesi e regioni, ha introdotto l’esenzione unilaterale dal visto per i cittadini di 50 Paesi, tra cui l’Italia, e ha eliminato completamente le restrizioni all’accesso degli investimenti esteri nel settore manifatturiero. Nei prossimi cinque anni continueremo ad ampliare l’apertura di alto livello, con particolare attenzione al settore dei servizi, estendendo l’accesso al mercato e ampliando i settori aperti, promuovendo uno sviluppo equilibrato del commercio, ampliando la cooperazione negli investimenti bidirezionali e garantendo alle imprese a capitale estero un trattamento nazionale.

Si sono concluse a metà marzo la sessione dell’Assemblea Popolare Nazionale e quella della Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese. Quali sono gli aspetti più rilevanti delle Due Sessioni?

Quest’anno le “Due Sessioni” hanno messo in luce nuove dinamiche, misure e opportunità, inviando segnali positivi di maggiore apertura, di promozione dell’innovazione tecnologica e di rafforzamento della cooperazione internazionale.

Il Rapporto di lavoro del Governo ha fissato per quest’anno un obiettivo di crescita economica tra il 4,5% e il 5%, e si è impegnato, nell’azione concreta, a puntare a risultati ancora migliori. Tale obiettivo tiene conto sia dell’aumento delle incertezze esterne sia del miglioramento strutturale derivante dalla transizione della Cina verso uno sviluppo di alta qualità.

Nel primo trimestre di quest’anno, l’economia cinese ha registrato un avvio positivo e dinamico; siamo fiduciosi e ben preparati a conseguire l’obiettivo di crescita annuale, continuando a fungere da motore dell’economia mondiale.

Le azioni programmate dal Governo avranno effetti anche sulla politica estera?

Il 15o Piano Quinquennale definisce le politiche di sviluppo nei settori economico, tecnologico, ecologico e sociale, fornendo al contempo indicazioni anche per la politica estera cinese.

Continueremo a mantenere un elevato livello di apertura, ad ampliare la rete di accordi di libero scambio ad alto standard e a salvaguardare la stabilità e il regolare funzionamento delle catene industriali e di approvvigionamento; continuerà ad agevolare la mobilità delle persone, migliorando i servizi di supporto affinché gli amici stranieri possano viaggiare e vivere nel nostro Paese in modo sempre più agevole e confortevole; continuerà a difendere con fermezza lo Stato di diritto internazionale, l’equità e la giustizia, opponendosi risolutamente a ogni forma di unilateralismo, egemonismo e prepotenza, adempiendo con determinazione agli obblighi internazionali e schierandosi con fermezza dalla parte giusta della storia.

Cooperazione economica e commerciale tra Cina e Italia, quali sono le principali azioni previste per il 2026?

Negli ultimi anni, il volume del commercio bilaterale tra Cina e Italia si è mantenuto stabilmente al di sopra dei 70 miliardi di dollari. Il potenziale di cooperazione tra i due paesi è enorme, con ampie prospettive nei settori della manifattura avanzata e l’energia verde.

Nelle scorse settimane il Ministro del Commercio cinese Wang Wentao e il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri italiano Antonio Tajani hanno copresieduto a Pechino la sedicesima sessione della Commissione Mista Cina–Italia per la cooperazione economica . Durante l’incontro, le due parti hanno esaminato e ripercorso lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali bilaterali, guardando alle direzioni e ai contenuti della cooperazione nella fase successiva.

Entro la fine di quest’anno, i nostri due Paesi terranno inoltre la quindicesima edizione della Settimana dell’Innovazione per la cooperazione scientifica e tecnologica. Dalla sua prima edizione nel 2010, l’evento ha visto crescere costantemente la propria influenza, diventando un’attività di riferimento nella cooperazione bilaterale e promuovendo efficacemente il collegamento delle risorse innovative e la cooperazione concreta tra imprese, istituti di ricerca e università dei due Paesi.

Durante la visita in Cina della premier Giorgia Meloni, nel 2024, le due parti hanno pubblicato il Piano d’azione per il rafforzamento del partenariato strategico globale. Sotto la guida di questo piano triennale, le due parti continueranno a intensificare l’esplorazione in nuovi settori e nuovi modelli, come la manifattura avanzata, l’energia pulita e l’aerospazio, ampliando ulteriormente gli spazi di cooperazione nei settori emergenti e contribuendo congiuntamente a dare nuovo slancio e nuovi punti di forza alla cooperazione.

Si è da poco conclusa La Festa di Primavera. Un giro d’affari di grande importanza per la Cina, quali sono i numeri?

Durante la Festa di Primavera di quest’anno, l’entusiasmo dei turisti cinesi per i viaggi è rimasto elevato: il numero totale di viaggi durante le vacanze ha raggiunto 596 milioni, con un aumento di quasi 100 milioni rispetto al 2025, mentre la spesa complessiva ha superato 800 miliardi di yuan, entrambi dati che segnano nuovi record storici. Il mercato vasto della Cina dimostra una vitalità dinamica e notevoli vantaggi, evidenziando la solida base e la forte resilienza dello sviluppo economico del nostro paese.

Durante la festa, 460.000 turisti stranieri hanno visitato la Cina beneficiando della politica di esenzione dal visto, scoprendo le città turistiche popolari come Beijing, Shanghai e Chengdu e la cultura e le tradizioni festive. Crediamo che con il continuo miglioramento delle politiche di scambio di persone e con un’ulteriore espansione dei benefici derivanti dall’esenzione dal visto, sempre più amici italiani potranno venire a sperimentare personalmente una Cina reale, vivace e completa.

 

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