Outolook d’autunno sull’andamento dell’ economia cinese stilato dall’Ambasciatore di Cina in Italia, Jia Guide. In primavera, nella nostra precedente intervista, https://relazioninternazionali-tribuna.com/la-cina-ha-uno-spazio-politico-sufficiente-per-affrontare-le-pressioni-al-ribasso-sulleconomia/ l’Ambasciatore dichiarava: ““La Cina ha uno spazio politico sufficiente per affrontare le pressioni al ribasso sull’economia”. A distanza di otto mesi, facciamo il punto di quel che è avvenuto nel mercato interno ed estero, investimenti, economia green e molto altro.
Ambasciatore Guide, come sta andando l’economia cinese, nel 2023?
Al momento l’economia cinese è passata da una crescita ad alta velocità a uno sviluppo di alta qualità e i suoi buoni fondamentali a lungo termine non sono cambiati. In particolare, in un contesto caratterizzato dalle fluttuazioni al ribasso dell’economia mondiale, dall’incremento del protezionismo commerciale e da un ambiente esterno sempre più complesso e critico, il governo cinese ha ampliato attivamente la domanda interna, ha ridotto le tasse, ha promosso le aziende private e ha mobilitato i capitali, consentendo all’economia cinese di resistere alle pressioni, alle attività economiche di tornare gradualmente al loro normale funzionamento e ai principali indicatori economici di registrare una ripresa e dimostrare una forte resilienza e vitalità. Recenti statistiche mostrano che il Pil cinese è cresciuto del 5,2% su base annua nei primi tre trimestri, collocandosi tra i migliori se confrontato con quello delle principali economie. Quest’anno solo durante il periodo della Festa di Metà Autunno e della Festa Nazionale, in Cina hanno viaggiato quasi 800 milioni di persone e le entrate del turismo nazionale hanno superato i 750 miliardi di yuan. Ad agosto l’indice cinese dei prezzi al consumo è salito e, tenendo conto di molteplici indicatori quali il livello dei prezzi, l’offerta di moneta e il tasso di crescita economica, la Cina non ha avuto né avrà una deflazione. Nonostante l’impatto della contrazione della domanda esterna, quest’anno la quota delle esportazioni cinesi sul mercato internazionale è rimasta sostanzialmente stabile.
La Cina mira a uno sviluppo economico di alta qualità?
Negli ultimi cinque anni, il contributo del progresso scientifico e tecnologico alla crescita economica è in un valore dell’ordine del 60% e la capacità di sostenere lo sviluppo attraverso l’innovazione è costantemente migliorata. Nei primi tre trimestri di quest’anno, gli investimenti cinesi nei settori della produzione e dei servizi ad alta tecnologia sono cresciuti rispettivamente dell’11,3% e dell’11,8% su base annua, continuando a promuovere la trasformazione e l’aggiornamento industriale. Le “tre nuove tecnologie” dei veicoli a nuova energia, delle batterie al litio e delle celle fotovoltaiche hanno un buon ritmo di crescita, il primo grande aereo passeggeri di produzione nazionale è decollato, la prima grande nave da crociera di produzione nazionale è salpata, quindi i nuovi vantaggi per uno sviluppo economico cinese di alta qualità si stanno costruendo a un ritmo accelerato.
Il Suo Paese rimane un importante motore della crescita globale?
Le prospettive di sviluppo economico della Cina hanno ottenuto il riconoscimento da parte di multinazionali e istituzioni economiche globali. Secondo il World Investment Report 2023, la Cina è il secondo Paese al mondo per maggiore afflusso di investimenti diretti esteri, dirigenti di Tesla, Apple, Nestlé e altre aziende hanno visitato la Cina uno dopo l’altro e in media ogni nove ore Starbucks apre un nuovo negozio in Cina. La Banca mondiale, l’Ocse e il Fondo Monetario Internazionale prevedono che quest’anno l’economia cinese crescerà rispettivamente del 5,6%, del 5,4% e del 5,2%, tutte previsioni superiori all’obiettivo previsto del 5%. Numerose autorevoli istituzioni stimano che nei prossimi cinque anni il tasso di crescita della Cina si manterrà al 5% e che nel 2030 il Pil pro capite raggiungerà i 20.000 dollari. La Cina è ancora un importante motore della crescita globale. Infatti, non solo il Fondo monetario internazionale e altri stimano che nel 2030 il contributo cinese alla crescita mondiale raggiungerà un tasso pari al 35%, ma i vantaggi legati al vastissimo mercato cinese e l’enorme potenziale della domanda che continua ad essere rilasciato in settori quali la produzione avanzata, la nuova urbanizzazione e la trasformazione verde e a basse emissioni di carbonio offriranno maggiori vantaggi all’Italia e ai prodotti stranieri di alta qualità, quindi ogni settore italiano dovrebbe avere piena fiducia nell’economia cinese e nella cooperazione economica e commerciale sino-italiana.
Che significato ha la modernizzazione in stile cinese per lo sviluppo economico mondiale?
Da molto tempo la Cina ha aperto con successo una nuova strada per promuovere la costruzione di un Paese forte e il ringiovanimento nazionale attraverso la modernizzazione in stile cinese, ottenendo risultati notevoli e molto significativi per lo sviluppo dell’economia mondiale. La modernizzazione in stile cinese ha la caratteristica distintiva di una popolazione enorme. In Cina ci sono oltre 400 milioni di persone a medio reddito, che nei prossimi quindici anni supereranno gli 800 milioni, 880 milioni di persone in età da lavoro, 220 milioni tra i maggiori e più completi talenti al mondo e il maggior numero al mondo di personale nell’ambito della ricerca e dello sviluppo. Ancor più degno di nota è il fatto che dal 2012 al 2020,quasi 100 milioni di poveri residenti nelle zone rurali ha uscito dalla povertà, la Cina ha vinto la più grande battaglia contro la povertà nella storia dell’umanità, e costruendo, come previsto, una società moderatamente prospera sotto tutti gli aspetti. Una popolazione di tale dimensione ha generato un enorme dividendo demografico, che non soltanto ha sostenuto il lavoro, il capitale umano e lo sviluppo dell’industria ad alta intensità tecnologica, ma ha anche dato forma a un mercato e a un’economia di grandissime dimensioni.
Che cosa ci può dire a proposito degli investimenti esteri delle imprese, in Cina?
La Cina è diventata importante partner commerciale di oltre 140 Paesi e regioni e ha firmato 21 accordi di libero scambio con 28 Paesi e regioni. Inoltre, ogni giorno ci sono 320 milioni di dollari di investimenti diretti cinesi all’estero, ogni mese sono oltre 3.000 le aziende a partecipazione straniera che si stabiliscono in Cina e negli ultimi dieci anni l’iniziativa Belt and Road ha dato vita a più di 3.000 progetti di cooperazione, attirando quasi 1.000 miliardi di dollari di investimenti e creando 420.000 posti di lavoro nei Paesi lungo il percorso. Si stima che entro il 2030, nei Paesi coinvolti, 7,6 milioni di persone usciranno dalla povertà estrema e 32 milioni da quella moderata, apportando così un’aumento del reddito globale tra 0,7% e 2,9%. Questo indubbiamente ha impresso un forte impulso ad allargare e migliorare la “torta” dell’economia mondiale.
La transizione ecologica è fra le priorità del vostro Governo?
La modernizzazione in stile cinese ha l’importante caratteristica della coesistenza armoniosa tra uomo e natura. La Cina si è impegnata a raggiungere il picco delle emissioni di anidride carbonica entro il 2030 e la neutralità carbonica entro il 2060. Questo significa che il più grande Paese in via di sviluppo del mondo raggiungerà la più alta riduzione al mondo delle emissioni di carbonio e passerà dal picco alla neutralità carbonica nel minore tempo della storia globale. La Cina “mantiene la parola data ed è risoluta nelle sue azioni”. Dal 2012 al 2022, la Cina ha ridotto l’ intensità di carbonio del 34%, con un tasso di crescita medio annuo del consumo energetico del 3% a supporto di una crescita economica media pari al 6,5%, e la Cina è così diventata uno dei Paesi al mondo con la più rapida riduzione delle emissioni.
Per quanto riguarda l’energia pulita, quali passi sono stati fatti e quali sono da compiere?
La Cina promuove attivamente le nuove energie e lo sviluppo di energia pulita e ha costituito la catena industriale di nuove energie più completa al mondo, con una capacità installata di energia rinnovabile superiore a 1,2 miliardi di kilowatt, pari al 47,3% della capacità totale di produzione di energia installata nel Paese, classificandosi al primo posto al mondo. Inoltre, la Cina sta costruendo attivamente un nuovo sistema energetico e un sistema di trasporto verde, continuando a promuovere la costruzione di infrastrutture di ricarica, e i veicoli a nuova energia, le batterie al litio e i prodotti fotovoltaici sono ampiamente accolti dai mercati nazionale ed estero. Il mercato dello scambio di quote di emissione di carbonio cinesi copre ogni anno 4,5 miliardi di tonnellate di emissioni di gas serra ed è diventato, quindi, il maggiore mercato di carbonio al mondo. I serbatoi di carbonio delle foreste assorbono ogni anno 839 milioni di tonnellate di anidride carbonica, compensando così l’equivalente delle emissioni annuali dei veicoli cinesi. In questo secolo la Cina ha anche contribuito al 25% delle nuove aree verdi del mondo ed è stato il primo Paese al mondo a raggiungere la “crescita zero” in termini di consumo del suolo, la “doppia riduzione” della desertificazione e della superficie occupata da deserti e il “doppio aumento” del tasso di copertura forestale e del volume delle foreste. La Cina persiste nell’intraprendere la strada di uno sviluppo di alta qualità, che dia priorità all’ecologia, al verde e alle basse emissioni, e guiderà la trasformazione e il miglioramento dell’economia mondiale in una direzione più sostenibile, tutelando insieme la casa comune da cui dipende la sopravvivenza dell’umanità.
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