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La crisi energetica non mina il clima di fiducia delle imprese

“Il clima di fiducia tratteggia bene quello che sta accadendo nel paese, dove consumatori e imprese percepiscono in maniera differente quanto sta accadendo a livello internazionale. I consumatori iniziano ad avvertire intensamente la diminuzione del potere di acquisto: il clima di fiducia personale e corrente ne sono quindi fortemente penalizzati perdendo circa tre punti. Tuttavia, le attese sulla situazione economica generale e quelle sull’occupazione sono invece positive: per queste componenti il clima di fiducia aumenta”. – dichiara Lucio Poma, Capo economista di Nomisma, commentando i dati Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese.

“Le imprese continuano a manifestare la solidità economica del nostro paese, che sembra oltrepassare tutte le incertezze che gravano sul contesto nel quale si trovano ad operare: crisi energetica, materie prime e catene di approvvigionamento. Il clima di fiducia delle imprese aumenta di oltre un punto superando il valore di 109. Questo dato è in linea con la percezione positiva dei consumatori in merito al clima futuro e all’occupazione. Insomma, siamo un paese che tecnicamente dovrebbe soffrire più di altri della difficile situazione congiunturale ma la cui manifattura, ed economia in generale mostrano una grande vitalità; non inaspettata, se si considerano le straordinarie performance del pil negli ultimi due anni. Con i prezzi del gas che da inizio anno sono crollati, dovremmo attenderci per febbraio un ulteriore aumento dell’indice di fiducia anche da parte dei consumatori”.

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