Laurea in Giurisprudenza, specializzazione in Diritto Comunitario, Membro del Corpo degli avvocati statali e numerosi incarichi di prestigio a partire dal 2005, Maria Amparo López Senovilla è stata nominata, nel 2024, Segretario di Stato per il Commercio presso il Ministero dell’Economia, del Commercio e delle Imprese.
In qualità di responsabile della politica commerciale spagnola, le sue funzioni includono la definizione della strategia di internazionalizzazione, la partecipazione e il monitoraggio della progettazione e dell’attuazione della politica commerciale e di investimento dell’Ue, nonché la difesa degli interessi commerciali della Spagna presso le organizzazioni internazionali.
La Segretaria di Stato ha risposto alle nostre domande in tema di economia e relazioni economico-commerciali bilaterali.
L’economia spagnola nel 2025 ha mostrato segnali di crescita robusta, i dati positivi sono confermati anche per il 2026?
L’economia spagnola mantiene un forte dinamismo quest’anno e continua a guidare la crescita tra le grandi economie europee. Per il 2026, si stima un incremento del Pil del 2,6%, il che conferma la solidità del nostro modello di crescita anche in un contesto internazionale complesso.
Questo progresso si basa su tre motori fondamentali: il buon andamento dei consumi privati, la creazione di occupazione e l’evoluzione positiva degli investimenti produttivi ed esteri. La Spagna concatena così diversi periodi di crescita sostenuta al di sopra di altre economie avanzate della sua area, rafforzando la sua attrattiva come destinazione di investimento e come piattaforma imprenditoriale in Europa.
Le aziende italiane considerano la Spagna un mercato strategico per lo sviluppo del proprio modello di business. Quali sono i settori più promettenti per un investitore che si vuole insediare in Spagna?
La relazione economica tra Spagna e Italia è una delle più solide dell’Unione Europea e continua a rafforzarsi. Siamo due economie industriali, aperte e internazionalizzate, con imprese altamente competitive che sono sempre più complementari e collaborano in settori strategici, catene del valore e progetti internazionali. Ciò è stato evidenziato nella recente presentazione del Barometro sul Clima e le Prospettive degli Investimenti Italiani in Spagna, alla quale ho avuto l’opportunità di partecipare presso l’Ambasciata d’Italia a Madrid.
L’Italia è oggi il quinto Paese che investe di più in Spagna, con uno stock di investimenti di 47.200 milioni di euro. Inoltre, il 94% delle imprese italiane considera strategica la propria presenza in Spagna e più di sette su dieci prevedono di aumentare i propri investimenti nel 2026.
La Spagna offre inoltre reti di fornitori e distribuzione di qualità, sicurezza giuridica e un contesto favorevole ad alleanze imprenditoriali stabili, che consentono alle aziende spagnole e italiane di crescere insieme sia in Europa sia nei mercati terzi.
Che tipo di misure adotta il Governo spagnolo per facilitare gli investimenti diretti esteri?
La Spagna è uno dei Paesi più aperti agli investimenti diretti esteri, come indica l’Ocse. Inoltre, grazie alla sua posizione geografica, è un’eccellente piattaforma per accedere più rapidamente ai mercati terzi: collega l’Europa con l’Africa e l’America e rafforza il proprio
ruolo di hub internazionale. A ciò si aggiunge un tessuto imprenditoriale molto sviluppato, competitivo e internazionalizzato.
Questa combinazione spiega la nostra capacità di attrarre investimenti esteri, con uno stock di investimenti esteri diretti e produttivi che supera i 627 miliardi di euro e più di due milioni di posti di lavoro vincolati ad aziende con partecipazione straniera.
Inoltre, grazie a strumenti come il Fondo España Crece e a iniziative come l’Invest in Spain Summit, attiriamo progetti imprenditoriali ad alto valore aggiunto, individuiamo nuove opportunità di business e rafforziamo la posizione della Spagna come una delle principali destinazioni per sviluppare un’attività economica in Europa.
La Spagna rappresenta un hub verso i mercati Emea. La sua posizione strategica favorisce gli investimenti esteri?
La posizione geografica della Spagna è uno dei suoi grandi punti di forza e si aggiunge ad altri fattori che spiegano la sua attrattiva per gli investimenti esteri. La Spagna congiunge prossimità culturale, infrastrutture avanzate, appartenenza al mercato unico europeo e una chiara vocazione internazionale.
Per le imprese italiane, la Spagna non agisce solo come piattaforma verso il Mediterraneo, ma anche verso l’America Latina e altri mercati. Infatti, il 77% delle aziende italiane valuta positivamente questo ruolo come generatore di opportunità di investimento e cooperazione imprenditoriale nel Mediterraneo.
In questo contesto, l’Accordo Ue-Mercosur rappresenta un’opportunità storica. Parliamo di un mercato di oltre 700 milioni di consumatori che consentirà di rafforzare le catene del valore tra Europa e America Latina, facilitare l’accesso a nuovi mercati e generare opportunità per le imprese europee. Spagna e Italia, grazie alla loro forte presenza imprenditoriale in entrambe le regioni, sono particolarmente ben posizionate per cogliere le opportunità che questo accordo aprirà.
L’attuale contesto di incertezza economica internazionale può rappresentare un’opportunità per rafforzare ulteriormente l’integrazione europea?
Sono convinta di sì. Come sottolinea Enrico Letta nel suo rapporto sul futuro del mercato unico, l’Europa ha bisogno di una maggiore integrazione per acquisire efficienza, competitività e autonomia strategica in un mondo più incerto. Il mercato unico deve essere “molto più di un mercato”: una leva per mobilitare gli investimenti, promuovere l’innovazione, ridurre le frammentazioni e consentire alle nostre imprese di competere in condizioni migliori su scala globale.
In questo contesto, la relazione tra Spagna e Italia è un buon esempio di integrazione economica europea. Le alleanze tra imprese spagnole e italiane possono contribuire ad aumentare la produttività, rafforzare i settori strategici e sostenere la crescita non solo di entrambi i Paesi, ma dell’insieme dell’Unione Europea.
A.C.
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