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La svolta digitale dell’ortofrutta, il 20% delle imprese investe in efficienza e sostenibilità

Alla fiera Macfrut emerge una trasformazione strutturale del settore: un’azienda ortofrutticola su cinque ha già adottato soluzioni di agricoltura 5.0, puntando su digitalizzazione, riduzione dei costi e minore dipendenza energetica. Il dato arriva dal primo censimento europeo sulla maturità digitale condotto dal Coldiretti Next, presentato in apertura della manifestazione.

Energia, acqua, fertilizzanti

Le priorità di investimento sono focalizzate su ottimizzazione dei consumi energetici e idrico (entrambi al 26%), seguiti dalla riduzione di fertilizzanti e agrofarmaci (25%). Cresce anche l’interesse verso la produzione di energia sostenibile (18%) — tra agrivoltaico e biogas — mentre resta marginale il tema della logistica (5%).

Crisi energetica, impatto diretto sui margini

La necessità di contenere gli input produttivi è amplificata dalla recente crisi energetica globale, con effetti immediati sui costi agricoli. Il prezzo dei fertilizzanti — in particolare l’urea — è salito fino a 865 €/tonnellata (+48%), mentre il gasolio agricolo è passato da 0,85 a 1,61 €/litro.

Un incremento che mette a rischio semina e trapianti primaverili, comprimendo ulteriormente i margini delle imprese.

Innovazione genetica

Parallelamente alla digitalizzazione, avanzano le Tea (Tecniche di Evoluzione Assistita), nuove metodologie che consentono interventi mirati sul Dna delle piante senza introdurre materiale esterno.

Il vantaggio competitivo è una maggiore resistenza climatica, tempi di sviluppo più rapidi e adattamento alle condizioni estreme, senza creare nuove specie ma migliorando quelle esistenti.

Contratti di filiera

Accanto all’innovazione tecnologica, si rafforzano i contratti di filiera, strumenti chiave per garantire equità nella distribuzione del valore, tracciabilità, sostenibilità, stabilità dei ricavi

Grazie al lavoro di Filiera Italia e Fdai, nel 2025 sono stati commercializzati 30 milioni di kg di ortofrutta per 38 milioni di euro, mentre il 2026 parte con segnali di ulteriore crescita. Durante l’evento è stato firmato un accordo tra Associazione Italiana Fungicoltori, Coldiretti e Filiera Italia per rafforzare la filiera fungicola nazionale. L’obiettivo è valorizzare una produzione strategica, sostenere la competitività delle imprese e consolidare il ruolo dei funghi coltivati nell’agroalimentare italiano.

Export da record

Nonostante tensioni geopolitiche, dazi e rincari, l’export ortofrutticolo italiano raggiunge un nuovo massimo storico: 13 miliardi di euro: Frutta fresca: +16% (4,7 miliardi); Trasformati: +13% (2 miliardi); Ortaggi freschi: +1% (4,2 miliardi); Ortaggi trasformati: -4% (2,1 miliardi) Un risultato che conferma la competitività internazionale del comparto, trainato dalla qualità del prodotto e dalla crescente integrazione di innovazione.

 

 

 

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