Nel trimestre estivo, la quota di visitatori che inserisce nel proprio itinerario la visita a laboratori artigiani e siti produttivi raggiunge il 21,3%, mentre considerando l’intero movimento turistico nazionale l’esperienza dell’artiturismo rappresenta l’8,1% delle presenze.
Sono i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato e presentati in occasione del 4° Forum sulla Sostenibilità, che evidenziano la crescita di un modello di turismo sempre più orientato alla conoscenza dei territori, alla valorizzazione delle comunità locali e alla scoperta delle produzioni tipiche.
Per Confartigianato il turismo rigenerativo rappresenta una nuova evoluzione della sostenibilità: non solo riduzione degli impatti ambientali, ma capacità di generare valore economico, sociale e culturale per i territori. In questo scenario le imprese artigiane assumono un ruolo centrale, trasformando tradizioni, competenze e produzioni locali in esperienze autentiche e distintive.
Il fenomeno interessa in particolare le aree interne e i territori montani, dove il turismo contribuisce alla valorizzazione di comunità spesso lontane dai principali circuiti di massa. Le aree interne registrano 17 presenze turistiche per abitante, circa il doppio della media nazionale, mentre i comuni montani arrivano a 16,5 presenze per abitante.
In montagna, inoltre, oltre la metà dei visitatori è straniera: la componente internazionale raggiunge il 56,4%. Si tratta di territori che custodiscono una parte rilevante del patrimonio culturale italiano: nelle aree interne si concentra il 39,4% dei musei e dei siti archeologici nazionali, con 1.740 strutture aperte al pubblico.
Secondo Confartigianato, le imprese artigiane rappresentano un presidio fondamentale di identità e sviluppo locale, perché consentono ai visitatori di entrare in contatto diretto con mestieri, materiali, tradizioni e produzioni che raccontano la storia economica e culturale dei territori.
La qualità dell’offerta turistica passa anche dalla professionalizzazione dei servizi che accompagnano i visitatori alla scoperta del patrimonio italiano. In questa prospettiva, Confartigianato valuta positivamente il nuovo bando del Ministero del Turismo per l’esame nazionale di abilitazione alla professione di guida turistica, considerandolo uno strumento utile per rispondere alla crescita della domanda, ampliare i servizi qualificati e contrastare il fenomeno dell’abusivismo.
L’associazione auspica tuttavia un confronto con il Ministero per rendere il percorso di abilitazione ancora più efficace, attraverso procedure organizzative più snelle e maggiore uniformità nello svolgimento delle prove. Il contributo delle associazioni di categoria, secondo Confartigianato, può favorire un sistema di accesso alla professione più coerente con le competenze richieste dal mercato.
Le guide turistiche, insieme alle imprese artigiane, rappresentano così un elemento chiave dell’ecosistema del turismo rigenerativo: grazie alla capacità di raccontare il patrimonio culturale, artistico e produttivo italiano contribuiscono a trasformare il viaggio in un’esperienza di conoscenza autentica e rafforzano l’attrattività del Made in Italy.
«Custodire un territorio significa renderlo capace di avere un futuro. Le nostre imprese sono protagoniste della cura dei luoghi, della rigenerazione e della coesione sociale, offrendo ai visitatori esperienze autentiche che valorizzano le risorse locali e rafforzano le comunità», sottolinea Confartigianato.
