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L’asse Nato-Golfo entra in una nuova fase: l’Italia punta su sicurezza e investimenti

Rafforzare il dialogo tra la Nato e i Paesi del Golfo per consolidare la sicurezza del Mediterraneo allargato, tutelare le rotte commerciali e sostenere i grandi corridoi infrastrutturali destinati a ridisegnare gli equilibri economici tra Europa, Medio Oriente e Asia.

È questo il messaggio che Antonio Tajani ha portato alla riunione dei Ministri degli Esteri dell’Alleanza con i partner dell’Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar), incontro  sostenuto dall’Italia nell’ambito del Vertice Nato di Ankara.

Il confronto si è concentrato sull’evoluzione della situazione nel Golfo, sugli scenari di sicurezza regionale e sulle prospettive di un rafforzamento della cooperazione politica, economica e militare tra l’Alleanza atlantica e i partner dell’area. Per Roma, la crescente instabilità del Medio Oriente rende ormai imprescindibile riportare il Fianco Sud della Nato al centro dell’agenda strategica.

Nel suo intervento Tajani ha ribadito che l’Italia punta a una cooperazione sempre più strutturata con i Paesi del Golfo, estendendo il dialogo dalla sicurezza marittima alla tutela delle catene di approvvigionamento, dalle materie prime critiche allo sviluppo dei grandi corridoi logistici internazionali. Tra questi assume un ruolo centrale l’India-Middle East-Europe Economic Corridor (Imec), considerato uno dei principali progetti infrastrutturali destinati a rafforzare i collegamenti commerciali tra Europa, Penisola Arabica e Asia, con importanti ricadute per gli scambi, gli investimenti e la sicurezza energetica.

Il titolare della Farnesina ha inoltre richiamato il ruolo del Centro Regionale Nato-Ici in Kuwait, auspicandone un ulteriore rafforzamento quale piattaforma di dialogo e cooperazione. A questo si aggiunge l’apertura del nuovo ufficio di collegamento Nato ad Amman, ospitato presso l’Ambasciata italiana in Giordania, iniziativa destinata a consolidare la presenza dell’Alleanza nel quadrante mediorientale e a facilitare il coordinamento con i partner regionali.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al Libano, con Tajani che ha confermato il sostegno italiano alla stabilizzazione del Paese e ai prossimi negoziati tra Libano e Israele, mediati dagli Stati Uniti e previsti a Roma. Il ministro ha inoltre espresso apprezzamento per il contributo dei Paesi del Golfo agli sforzi diplomatici finalizzati alla riduzione delle tensioni nell’area.

Dal punto di vista economico, il rafforzamento dei rapporti con le monarchie del Golfo rappresenta un tassello strategico anche per la politica industriale italiana. Oltre ai temi della sicurezza energetica, assumono crescente rilievo gli investimenti nelle infrastrutture, nella logistica, nella transizione energetica e nelle tecnologie avanzate, settori nei quali il sistema produttivo italiano punta a rafforzare la propria presenza grazie a un quadro geopolitico più stabile.

 

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