Sono Ambasciatore nella Repubblica Ceca da poco meno di sei mesi, ma ne raccolgo una percezione univoca: Italia e Repubblica Ceca sono in questa fase storica due partner naturali in Europa.
E’ un partenariato fatto di condivisione di priorità e di complementarietà. Per menzionare solo l’esempio più evidente, il rafforzamento della competitività dell’industria europea è una priorità condivisa fondamentale per due Stati Membri con una grande tradizione industriale e dove l’industria ha un peso comparato molto elevato. Per questo motivo lavoriamo congiuntamente all’interno dell’Unione europea per soluzioni pragmatiche in tema di semplificazione, venendo incontro alle esigenze delle imprese, e per una declinazione della transizione verde in maniera compatibile con la competitività industriale europea, venendo incontro alle esigenze di imprese e consumatori di sostenere costi dell’energia sostenibili.
Siamo entrambi consapevoli che un’industria competitiva è anche la base indispensabile anche per la nostra sicurezza, che ha bisogno di una forte industria della difesa europea e di mantenere il passo con gli altri grandi attori globali in termini di innovazione e di tecnologie strategiche e abilitanti.
A monte, siamo entrambi consapevoli che l’attuale fase geopolitica ci impone di cercare sinergie per essere più forti nell’affrontare le sfide di fronte all’Europa. Questo elemento è emerso con grande evidenza nel corso della visita del Presidente Mattarella a Praga il 9-10 aprile scorsi, che ha fatto registrare grandi sintonie con il suo omologo ceco, il Presidente Petr Pavel, entrambi convinti fautori dell’impegno collettivo europeo per salvaguardare la sicurezza, gli interessi e i valori del nostro continente.
Non stupisce pertanto che, in occasione dell’incontro a Roma tra il Presidente del Consiglio Meloni e il Primo Ministro Ceco Andrej Babis, il 4 febbraio scorso, i nostri due Capi di Governo abbiano deciso di negoziare insieme un piano di azione per strutturare la nostra cooperazione bilaterale e in Europa nel periodo 2026-2030. Diversi Ministeri stanno lavorando al documento che, secondo i piani, sarà pronto per la firma in autunno.
A sostenere l’impegno delle istituzioni e dei governi vi è una realtà estremamente dinamica del settore privato, del mondo della cultura, e di semplici cittadini. Il nostro interscambio ha superato nel 2025 i 18 milioni di euro, una cifra che, tradotta in termini pro-capite, è analoga a quella dei primi partner commerciali dell’Italia e, in termini assoluti, di molto superiore a quella del nostro interscambio con il Giappone o l’India.
Ad esso si affianca un flusso di investimenti, che, dopo decenni caratterizzati principalmente da investimenti italiani, vede ora numerosi gruppi cechi che stanno ampliando fortemente la loro presenza in Italia. Si tratta ora di cogliere le opportunità di ulteriore collaborazione offerte dallo sviluppo del sistema di interconnessioni nella regione centro-europea, nelle autostrade, nell’alta velocità ferroviaria, nelle infrastrutture energetiche e dagli importanti investimenti previsti in settori strategici come l’energia, inclusa l’energia nucleare, la difesa, l’aerospazio, settori dove la Repubblica Ceca, partendo dalla sua grande tradizione industriale, sta costruendo delle competenze avanzatissime.
La nostra collaborazione economica è caratterizzata da un elevato contenuto tecnologico e industriale, ma esprime anche l’apprezzamento dei cechi per l’”Italian way of life”.
Forse nessun dato esprime meglio tale “passione” di quello dei flussi turistici cechi verso l’Italia. I dati del post-covid testimoniano non solo di una crescita a annuale a doppia cifra, ma anche di numeri impressionanti per un Paese di 11 milioni di abitanti: nel 2025 sono stati registrate oltre 900miila visite di durata superiore ai 4 giorni, con oltre 6,5 milioni di pernottamenti. Ma è una passione che si esprime anche negli interessi culturali, cui rispondiamo col programma culturale dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, ma che i due Paesi intendono valorizzare ulteriormente attraverso un anno culturale ceco-italiano, anch’esso concordato tra i Capi di Governo.
L’Italia trova in Repubblica Ceca un terreno fertile e pronto ad accogliere il nostro contributo in tutti i campi, così come l’hanno trovato i quasi 10mila italiani, molti dei quali imprenditori, che vivono e operano qui. Una presenza perfettamente integrata, con l’italiano presente in decine di scuole, e che ha nella camera di Commercio italo-ceca di Praga un motore estremamente attivo e dinamico.
In sintesi, il mio invito è quello a guardare alla Repubblica Ceca come ad un partner privilegiato in Europa.
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