Il dato emerge dai conti europei relativi ai beni e servizi ambientali, che fotografano un mercato del lavoro sempre più orientato alla transizione ecologica, con una forte espansione nei settori legati all’efficienza energetica, alle rinnovabili e alla gestione delle risorse.
Tra i comparti analizzati, il settore delle costruzioni verdi rappresenta il principale motore di crescita occupazionale. Tra il 2014 e il 2023 l’occupazione è passata da 0,7 a 1,6 milioni di unità, con un aumento medio annuo dell’11%. Il comparto include attività legate alla realizzazione di edifici a basso consumo energetico, impianti da fonti rinnovabili e interventi di riqualificazione energetica.
Segue il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, che nel 2023 ha registrato 0,7 milioni di occupati equivalenti a tempo pieno, con una crescita media annua del 5% nel periodo considerato, posizionandosi come seconda area in espansione.
La produzione eco-compatibile rappresenta la terza area per crescita relativa, passando da 0,7 a 1 milione di occupati tra il 2014 e il 2023, con un incremento medio annuo del 5%.
Particolarmente dinamico il comparto delle energie rinnovabili, che nello stesso periodo ha registrato una crescita del 79%, passando da 0,4 a 0,8 milioni di occupati equivalenti a tempo pieno.
Analizzando l’occupazione in base alla finalità ambientale, emergono ulteriori trend significativi. Il settore della tutela del suolo e delle acque superficiali e sotterranee cresce del 60%, mentre le attività legate alla qualità dell’aria e al clima e al recupero e risparmio dei materiali segnano rispettivamente aumenti del 48% e del 47%.
Anche la gestione delle acque reflue mostra un incremento del 38%, raggiungendo 0,5 milioni di occupati, mentre la gestione dei rifiuti cresce del 30%, confermandosi però il settore con il maggior numero assoluto di occupati nel 2023, pari a 0,9 milioni di equivalenti a tempo pieno e al 16% dell’occupazione totale ambientale.
