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Lavoro e Imprese: 568mila assunzioni previste a luglio, 1,5 milioni di ingressi nel trimestre

Nel confronto con luglio 2025 la domanda di lavoro registra una flessione di circa 7mila unità, pari all’1,1%, mentre nel trimestre il calo previsto è di circa 39mila ingressi, con una riduzione del 2,6%. La contrazione interessa la maggior parte dei comparti, con alcune eccezioni: crescono le richieste dell’agricoltura, dei servizi di alloggio, ristorazione e turismo, delle industrie alimentari e dei servizi operativi, secondo il  il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il terziario concentra la quota principale delle nuove opportunità, con 392mila ingressi previsti a luglio e 994mila nel trimestre. A trainare la domanda sono soprattutto i servizi di alloggio, ristorazione e turismo, seguiti dal commercio, dai servizi alle persone e dai servizi operativi di supporto alle imprese.

L’industria programma 136mila entrate nel mese e 365mila nel trimestre. Nel comparto manifatturiero le maggiori esigenze riguardano le industrie alimentari, meccaniche ed elettroniche, metallurgiche e dei prodotti in metallo, oltre al settore tessile, abbigliamento e calzature. Le costruzioni prevedono invece 48mila contratti a luglio e 133mila nel trimestre.

Anche il settore agricolo mantiene un ruolo rilevante, con 40mila ingressi programmati nel mese e 120mila nel trimestre. Le nuove opportunità si concentrano soprattutto nelle coltivazioni e nei servizi collegati alle attività agricole.

Dal punto di vista contrattuale prevalgono le forme a tempo determinato, che rappresentano il 64,9% delle entrate previste, mentre i contratti a tempo indeterminato si attestano al 14,6%. Resta elevato il problema del mismatch tra domanda e offerta di lavoro: le imprese segnalano difficoltà di reperimento per il 42,6% delle posizioni aperte, soprattutto per la mancanza di candidati e per una preparazione non adeguata rispetto alle competenze richieste.

Le maggiori criticità si registrano nelle industrie metallurgiche e dei prodotti in metallo e nelle costruzioni, dove il livello di difficoltà raggiunge il 62,6%, seguite dal settore del legno e mobile e dal comparto tessile, abbigliamento e calzature. Tra i profili più difficili da trovare figurano operai specializzati, professionisti tecnici e figure dirigenziali.

Sul fronte dell’inclusione lavorativa, i contratti destinati ai lavoratori immigrati ammontano a 132mila, pari al 23,2% delle entrate previste. Ai giovani under 29 sono invece riservati circa 180mila ingressi, il 32% del totale, con una maggiore presenza nei servizi finanziari e assicurativi, nell’informatica e telecomunicazioni, nel commercio e nel turismo.

A livello territoriale, il maggior numero di opportunità si concentra nel Sud e Isole, con circa 199mila ingressi previsti nel mese e 480mila nel trimestre. Seguono il Nord Ovest, il Nord Est e il Centro. Tra le regioni, i fabbisogni più consistenti riguardano Lombardia, Lazio, Campania, Emilia-Romagna e Veneto, confermando il peso dei principali sistemi produttivi territoriali.

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