È quanto emerge dal Terzo Report sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro in Italia, realizzato da Cnel e Unioncamere con la collaborazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’Istat e del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne.
Lo studio offre una lettura integrata del mercato del lavoro, analizzando congiuntamente i fabbisogni delle imprese, l’offerta di lavoro disponibile e i flussi effettivi di assunzione e cessazione, evidenziando come il mancato incontro tra domanda e offerta non dipenda esclusivamente dalla carenza di competenze, ma anche dalla limitata partecipazione al mercato del lavoro e dall’elevata mobilità occupazionale.
Secondo il Report, il principale bacino di forza lavoro inutilizzata non è rappresentato soltanto dai disoccupati, ma anche dalle forze di lavoro potenziali e dagli inattivi, categorie che racchiudono milioni di persone ancora ai margini del mercato occupazionale.
Particolare attenzione viene riservata alla componente femminile. Tra gli inattivi e le forze di lavoro potenziali, infatti, le donne sono quasi 15 milioni, circa cinque milioni in più rispetto agli uomini, evidenziando un ampio margine di crescita della partecipazione femminile al lavoro.
Il Report sottolinea quindi come la riduzione del mismatch occupazionale richieda non solo interventi mirati alla formazione e all’aggiornamento delle competenze, ma anche politiche capaci di favorire l’ingresso e il rientro nel mercato del lavoro delle persone oggi inattive, con particolare riferimento alla componente femminile.
L’analisi integra i dati del Sistema informativo Excelsior, le stime dei fabbisogni occupazionali di medio periodo, la Rilevazione sulle forze di lavoro dell’Istat e le informazioni sulle Comunicazioni Obbligatorie del Ministero del Lavoro, offrendo un quadro complessivo delle dinamiche che caratterizzano il mercato del lavoro italiano.
