La misura, richiesta dalla Commissione europea nel 2021 nell’ambito del Pnrr, segna l’avvio di un nuovo modello di cooperazione tra Stato e imprese, focalizzato sulla prevenzione e sulla corretta contribuzione.
Gli Isac entreranno in una fase sperimentale nel 2026, coinvolgendo inizialmente i settori del commercio all’ingrosso alimentare e dei servizi alberghieri ed extra-alberghieri, per poi estendersi entro il 31 agosto 2026 ad almeno altri 6 comparti economici, fino a complessivi 8 settori. La scelta dei comparti non esprime alcun giudizio sul loro andamento o livello di irregolarità, ma risponde esclusivamente alla necessità di una sperimentazione graduale e controllata.
Il sistema si basa sull’integrazione delle banche dati di Inps, Agenzia delle Entrate e Ispettorato Nazionale del Lavoro, costruendo un’infrastruttura stabile e interoperabile per la prevenzione del lavoro sommerso. Gli indici permetteranno di individuare eventuali scostamenti rispetto ai parametri di affidabilità contributiva, offrendo ai datori di lavoro la possibilità di regolarizzare spontaneamente la propria posizione tramite comunicazioni di compliance. Per le imprese pienamente affidabili è previsto un sistema di premialità, compresa la riduzione dei controlli ordinari.
«Con gli Isac inauguriamo una nuova stagione nella lotta al lavoro sommerso – ha dichiarato il Ministro del Lavoro, Marina Calderone – introducendo un meccanismo di compliance che valorizza le imprese corrette e aiuta a prevenire le irregolarità prima che si trasformino in violazioni. La misura permette di passare da un approccio puramente repressivo a un sistema fondato su collaborazione e trasparenza, con l’obiettivo di tutelare i lavoratori e garantire una concorrenza leale, accompagnando le imprese in un percorso di crescita e responsabilità».
